Mercoledì 19 Gennaio 2011

La cultura contro la mafia,
Cavalli ne parla a Sondrio

SONDRIO - La sua "battaglia di parola" contro le mafie, con testi e spettacoli che irridono Cosa Nostra e ne smontano l'"onorabilità", gli ha fatto guadagnare una vita, già da due anni ormai, sotto scorta.
Una lotta, la sua, che utilizza non soltanto la denuncia, ma anche la risata, la ridicolizzazione «perché i mafiosi vivono della loro credibilità, che però non è reale, ma figlia della paura e davanti alla battuta, allo scherno che li mette a nudo non sanno come reagire. O ti sparano una pallottola in testa o restano lì, impotenti. E arrabbiati».
La forza della cultura contro il potere della criminalità organizzata: si potrebbe sintetizzare così l'impegno di Giulio Cavalli, 34 anni, l'attore e scrittore lombardo - uno tra i primi, tra l'altro, a denunciare la presenza di mafia e 'ndrangheta anche al Nord, in Lombardia in primis - che domani dalle 17.30 sarà alla Biblioteca Civica “Pio Rajna” di Sondrio (via IV Novembre 20) a Sondrio per presentare il suo primo volume “Nomi cognomi e infami” (Verdenero 2010).
L'evento è stato organizzato dalla Biblioteca di Sondrio e da Italia dei Valori della provincia di Sondrio, in quanto Cavalli, nell'aprile del 2010 è diventato consigliere regionale dell'IdV per la Lombardia e dal luglio dello stesso anno coordinatore della città di Milano.

s.baldini

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