Mercoledì 29 Dicembre 2010

Piccoli negozi in difficoltà:
" Il 2010? Da dimenticare"

 E' stato un anno difficile per tutti e qualcuno non esclude di chiudere. Nell'epoca dei centri commerciali, per i piccoli negozi dei paesi di montagna è sempre più difficile fare quadrare i bilanci.  In ambito valchiavennasco lo confermano i pareri degli imprenditori della Val Bregaglia, della Val San Giacomo e del Piano.
In due casi, a San Giacomo Filippo e Santa Croce di Piuro, i numeri rappresentano un evidente svantaggio per i commercianti. Nella frazione di Piuro, ad esempio, gli abitanti sono meno di trecento e c'è soltanto un negozio, gestito dalla famiglia Aquino dal 1981, sulla statale 37. «Trent'anni fa, quando abbiamo aperto la nostra attività, non avremo mai immaginato di arrivare a questa situazione – spiegano Arcangelo Aquino, la moglie Gianna Battistessa e la figlia Manuela mettendo in risalto uno straordinario attaccamento al proprio lavoro -. I nostri avventori sono clienti, ma anche e soprattutto amici. E' durissimo tenere aperto un negozio in un piccolo paese. Però bisogna andare avanti, almeno fino alla pensione».
Anche a Prosto di Piuro c'è un solo negozio di alimentari (che comprende un'edicola), gestito dalla famiglia Piccinelli insieme al bar e ricevitoria. I clienti sono valchiavennaschi e turisti e c'è anche il servizio di consegna della spesa a domicilio per gli anziani del paese. Mauro Piccinelli ha ventisette anni e desidera continuare a svolgere questo lavoro, ma sa che non sarà facile. «Sul piano dei prezzi si cerca di essere competitivi e spesso si riesce a raggiungere questo obiettivo – spiega -. Personalmente voglio continuare a lavorare in questo negozio, ma le prospettive non sono delle migliori. Temo che fra qualche anno rimarrà un'attività ogni due paesi. E' un peccato, perché con la scomparsa delle botteghe vengono meno anche numerose relazioni sociali».
A Villa di Chiavenna ci sono tre negozi. Quello situato nei pressi del municipio è gestito da Marinella Casartelli. Si trova sulla statale 37, al centro del paese, in un punto di passaggio sia per i compaesani, sia per i turisti, anche se c'è stata una riduzione del volume d'affari elgato alle seconde case. «I piccoli negozi di paese sono forniti e offrono un servizio di qualità, quindi si lavora – dice la donna che da due anni gestisce il negozio affiliato a Crai -. Però non possiamo negare che la clientela subisce il fascino dei grossi centri commerciali». A Gordona i centri commerciali dalle dimensioni maggiori sono ancora più vicini e la concorrenza è ancora più agguerrita.
«Vent'anni fa in paese c'erano quattro botteghe, ora sono rimasti due negozi – dice Luca Tavasci dall'Alimarket Tavasci di piazza Benefattori di Napoli -. La concorrenza della grande distribuzione è sempre più forte. A livello di prezzi siamo competitivi e abbiamo voglia di andare avanti. Ma di previsioni per il futuro, purtroppo, non ne possiamo fare».

a.marsetti

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