Mercoledì 15 Dicembre 2010

Valgerola, in un film
il "profumo" d'infanzia

SONDRIO È bastato un piccolo assaggio per assaporarne dolcezza e delicatezza, legate da un filo nostalgico per quell'infanzia trascorsa sui monti valtellinesi. Qualità che pervadono “Il fungo sirena”, pellicola diretta dal regista londinese Stefan Archetti, ambientata a Gerola. Un piccolo paese da lui stesso definito «esteticamente filmico». Era l'estate del 2007 quando iniziarono le riprese durate sei settimane, con un cast - in larga parte bambini - di attori non professionisti, alla loro prima esperienza davanti alla macchina da presa.
Un trailer di 45 minuti - la versione integrale ne dura 108 - è stato proiettato lunedì alla sala Besta della Banca Popolare di Sondrio, istituto che ha scelto di dedicare all'opera di Archetti un ampio servizio sul prossimo numero del notiziario a firma di Franco Monteforte, come spiegato da Paolo Lorenzini, responsabile del servizio relazioni esterne della banca. “Valgerola come un'infanzia” è il titolo dell'articolo sul debutto del regista nato e cresciuto a Londra, da mamma italiana, originaria di Morbegno. Una pellicola che si potrebbe leggere come una lettera d'amore a quel paesino incorniciato dalle Orobie: «Mi sono innamorato di Gerola da bambino, negli anni '70, quando una mia zia mi ha invitato a passare le vacanze lassù con lei. In quegli anni, prima che gli italiani cominciassero ad andare all'estero per le vacanze, la Valgerola era una meta turistica molto popolare e per me, abituato a Londra, significava l'esatto opposto della vita della grande città a cui ero abituato. Ora è cambiata», ha detto Archetti annunciando l'acquisto dei diritti televisivi dalla RSI (Radiotelevisione svizzera italiana) per la messa in onda del film, che da oggi si può trovare anche in dvd nelle edicole e videoteche della provincia.
“Il fungo sirena” narra le vacanze estive e le esperienze di bambini non ancora "contaminati" dalle esigenze della moderna vita cittadina. La storia si basa sulla visione del mondo degli occhi di Saverio, bambino di 9 anni. Una storia che comincia il giorno in cui rispolvera un vecchio aquilone che apparteneva al suo defunto padre e decide di farlo volare. Sullo sfondo, i Mondiali di calcio del 2006, vinti dall'Italia. Saverio e il suo fratellino Augusto di 7 anni vengono cresciuti da zio Fausto e zia Domenica, da quando i loro genitori sono morti in un tragico incidente stradale. Un'estate vissuta sui monti, insieme alla migliore amica Charlie (una capretta), quella di Saverio che trova il suo primo porcino, battezzato dallo zio “Fungo sirena”, perché secondo a lui ha le caratteristiche della sirena.
«Quando ho visto il film - è intervenuto Monteforte -, sono rimasto favorevolmente impressionato per tre motivi: innanzitutto perché ho trovato una descrizione estremamente realistica di una località di montagna, descritta seguendo la tradizione cinematografica del neorealismo, che si accoppia ad una dimensione favolistica». Terzo motivo, «la delicatezza narrativa con cui il regista ha scelto di narrare una storia di cui la vera protagonista è Gerola. Un film tecnicamente molto ben fatto, di un autentico regista, con un'ottima fotografia e musiche eccezionali».

l.begalli

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