Mercoledì 15 Dicembre 2010

 «I privati a Morbegno?
L'ospedale non ha paura»

MORBEGNO «Ben venga la sana concorrenza. Prima di tutto noi lavoriamo per i malati ai quali deve essere garantito il miglior servizio possibile, sia esso pubblico o privato. E non si preoccupino le istituzioni: abbiamo medici qualificati e strutture difficilmente replicabili, per questo non ci devono essere timori se sul territorio della bassa valle sarà aperto un punto sanitario privato».
Secondo l'attuale direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna Marco Votta il centro sanitario privato che sarà ospitato entro un paio di anni nella cittadella dell'Asl (area ex Mulini) a Morbegno non deve creare alcun allarmismo e nessuna paura rispetto al futuro della sanità pubblica.
Se nei giorni scorsi la notizia della nuova postazione per day surgery aveva fatto sollevare dubbi sulle future prestazioni nel nosocomio cittadino da parte del numero uno della Comunità montana Alan Vaninetti («la presenza di una clinica privata potrà essere uno stimolo per la sanità pubblica che dovrà sempre mantenersi all'avanguardia e al passo con i tempi. Ma l'arrivo di uno spazio privato a Morbegno che si occupi di day surgery non cozza con la trasformazione del nostro ospedale in polo di day surgery, come ci aveva annunciato Votta?» aveva osservato nei giorni scorsi il presidente Vaninetti).
E' lo stesso direttore generale dell'AoVV Votta a fugare i dubbi alzati dai vertici della Cm.
«L'arrivo di questa nuova realtà non sarà da ostacolo per l'ospedale morbegnese che può contare - specifica - di alte professionalità al suo interno, di strumentazioni, sale operatorie ecc., che possono essere sostenute attraverso i finanziamenti regionali e che quindi difficilmente possono essere reperite altrove».
E continua: «Per mitigare ogni ansia a riguardo è sufficiente fare un confronto con le paure emerse un po' dappertutto per la concorrenza con Gravedona: che invece non ha portato via nulla a Morbegno. Basterebbe leggere i dati di fuga dall'ospedale negli ultimi cinque anni: parliamo di cifre che oscillano fra il 19 e il 21%, quest'anno è pari al 20,01%, cioè numeri fra i più bassi dell'intera Lombardia. Consideriamo poi che nel tasso medio di fuga rientrano anche i trasferimenti che noi stessi consigliamo per il bene dei pazienti, ad esempio: in assenza a Sondrio di cardiochirurgia consigliamo agli utenti strutture altrove».
Garanzie quindi per il futuro dell'ospedale morbegnese. Nei prossimi giorni la dirigenza sanitaria sarà impegnata in una conferenza stampa durante la quale farà il punto della situazione anche su Morbegno: dai lavori ultimati ai poliambulatori, a quelli in corso nelle sale operatorie sino agli obiettivi che saranno raggiunti a breve.

l.begalli

© riproduzione riservata