Mercoledì 15 Dicembre 2010

Passamonti e Spagnolatti,
lasciano i domiciliari

I gravi indizi di colpevolezza restano, ma i presupposti per tenerli ancora ai "domiciliari" non ci sono più: la carcerazione preventiva, infatti, nel loro caso non può superare i 6 mesi - visto che il reato più grave contestato è quello di concussione - e così Silvano Passamonti e Luca Spagnolatti da lunedì sono "liberi", nel senso che possono condurre una vita normale, fatta eccezione per tre "appuntamenti" fissi la settimana. Il Gip Fabio Giorgi ha infatti revocato gli arresti domiciliari sostituendoli con l'obbligo di firma (misura del resto suggerita dallo stesso Pm Stefano Latorre chiamato a dare un parere in merito): il lunedì, il mercoledì e il sabato dovranno infatti presentarsi nelle caserme dei carabinieri di Morbegno (Passamonti) e di Berbenno (comune di residenza di Spagnolatti).
Nessun commento da parte dei legali difensori Gianmarco Brenelli e Maurizio Gerosa, immersi nella predisposizione della linea difensiva dei loro clienti che a quanto è dato sapere stanno collaborando fornendo "memorie" per ribattere -punto su punto - alle numerose accuse che sono state loro rivolte.
Entrambi furono arrestati il 15 giugno scorso, insieme ad altre cinque persone. Sette in tutto, infatti, gli ordini di custodia cautelare emessi dal Gip Pietro Della Pona nell'ambito della maxi inchiesta sulla Cm di Morbegno. Silvano Passamonti, proprio il 23 novembre scorso si era visto revocare gli arresti domiciliari poiché il Tribunale del Riesame di Milano - accogliendo l'appello presentato dalla Procura di Sondrio - si era pronunciato per rimettere l'ex presidente dell'ente montano dietro le sbarre del carcere di Monza dove è rimasto (per ben 108 giorni), fino agli inizi di ottobre. Passamonti però ha presentato ricorso in Cassazione e ora la decorrenza dei termini lo ha "salvato" dal dover tornare in gattabuia. Le accuse per lui sono di peculato, truffa ai danni della Regione Lombardia, turbativa d'asta, concussione e corruzione.
Luca Spagnolatti, amico di Passamonti ed ex manager di Eventi Valtellinesi, era invece agli arresti domiciliari dal sette agosto scorso (dopo quasi nove settimane di carcere). A lui vengono contestati reati di peculato e truffa aggravata ai danni della Regione Lombardia.
Nei confronti di entrambi la Procura ha sempre sostenuto che oltre ad essere potenzialmente ancora "pericolosi" - nel senso che potrebbero tornare a delinquere - sarebbero ancora in grado di inquinare le prove raccolte a loro carico. Anzi, ci avrebbero addirittura provato: Spagnolatti si sarebbe dato da fare (prima dell'arresto) per avvicinare la consulente che ha fatto le pulci alle fatture di Eventi, mentre Passamonti (addirittura dal carcere) non avrebbe esitato a far modificare un documento relativo a una delibera (accusa gravissima, ma tutta da dimostrare). Se così fosse, però, non si capisce come mai sono stati entrambi sottoposti al solo obbligo di firma non al più restrittivo obbligo di dimora.
Anche Simona Vitali è tenuta a firmare dai carabinieri, mentre gli altri indagati finiti dietro le sbarre dopo il blitz della Guardia di Finanza - l'ex direttore generale Salvatore Marra, l'ex sindaco di Cercino Renzo Barona, l'ex segretario di quel comune Franco Gusmeroli, l'ex assessore Giacomino Rebuzzi - hanno ottenuto (in tempi diversi, chi prima, chi dopo) la libertà.

a.marsetti

© riproduzione riservata