Sabato 11 Dicembre 2010

Fine ingloriosa del Plinio:
«Impossibile un recupero»

VERCEIA Trasformare il relitto del Plinio in una palestra per subacquei. È la proposta degli “Amici del Plinio”, il gruppo che aveva cercato di promuovere progetti di recupero del piroscafo ormeggiato a Verceia fino a due giorni fa. L'imbarcazione è affondata in un pomeriggio di forte vento, forse a causa dell'acqua imbarcata all'altezza di una caldaia.
Alle 15, alcuni abitanti di Verceia lo hanno visto nei pressi del pontile, poi mezz'ora più tardi ogni traccia era sparita.
«Il "Plinio" ha comunque ricevuto una fine significativa, per quanto ingloriosa e indegna del suo valore storico - dice Marcello Baldrati, responsabile del gruppo -. Meglio sul fondo del lago che venduto come ferraglia e demolito. Nel nostro piccolo, noi "Amici del Plinio" siamo comunque riusciti a scongiurare la demolizione e a creare un minimo di attenzione su un piroscafo dimenticato, che ha portato al vincolo della Regione Lombardia». 
Non sembra facile pensare a un recupero, anche nel caso di disponibilità dei fondi per l'operazione. «Credo che un eventuale recupero dal fondale sia molto difficoltoso, soprattutto per la fragilità dello scafo, indebolito e compromesso dal cemento armato con cui era stato zavorrato - aggiunge Baldrati -. Se venisse ripescato, a nostro parere ci sarebbe il rischio di una rottura. Piuttosto, ho un ultimo desiderio per il piroscafo: che il "Plinio" possa diventare una palestra per subacquei, così da valorizzare il relitto». 
Con l'affondamento, è finita una storia lunga 108 anni. Costruito dalla ditta «Escher&Wyss» di Zurigo nel 1902, il piroscafo entra in funzione l'anno successivo e resta in servizio fino al 1963, quando viene posto in disarmo alla diga di Como. Dieci anni dopo è acquistato dal Centro nautico di Colico e ormeggiato al nuovo porto del paese, con funzione di frangiflutti. Viene adibito a ristrante e disco-pub, quindi a gelateria, e infine messo in vendita nel 1998. Rilevato dal titolare dell'albergo «La Barcaccia» di Verceia, Nando Curti, viene trasportato sul lago di Mezzola. Curti, però, non ottiene l'autorizzazione per trasformarlo in un ristorante sull'acqua e i responsabili dell'Oasi del Pian di Spagna emettono un'ordinanza che intima all'albergatore di trovare una nuova collocazione al battello, fuori dall'area naturalistica. Si fanno avanti, allora, diversi potenziali acquirenti, ma nessuna trattativa va a buon fine.
Il “Plinio" è stato vincolato dalla Direzione regionale beni culturali e paesaggistici della Lombardia, che ha emanato un «Decreto di dichiarazione d'interesse storico particolarmente importante». 

l.begalli

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