Giovedì 02 Dicembre 2010

Tra tagli e vincoli di bilancio,
Sondrio ora rischia la paralisi

Sondrio - «Se non cambia qualcosa, se non troviamo delle risorse nuove dal 2 gennaio possiamo chiudere bottega». Che significa niente opere pubbliche, non soltanto quelle medie o grandi come possono essere la realizzazione della pista ciclabile di via Stelvio (700mila euro) o la riqualificazione delle frazioni cittadine (200mila euro), ma anche stop a tutta una serie di opere, forse piccole, ma che fanno la differenza in termini di qualità della vita dei cittadini.
Le parole dell'assessore al bilancio del Comune di Sondrio Gianpiero Busi dipingono un quadro dai contorni drammatici. Tinte fosche per la finanza pubblica alle prese con continui taglia ai trasferimenti e con vincoli troppo stringenti. Una situazione che accomuna Sondrio a moltissime altre realtà italiane e provinciali, ma qui il detto "mal comune mezzo gaudio" non vale. Busi non fa molti giri di parole: se non cambiano le regole l'obiettivo 2011-2012, che prevede poco più di 2,7 milioni di euro, risulta irraggiungibile.
Il Comune di Sondrio ha chiuso in pareggio il 2010 e anche il bilancio di previsione 2011 chiude allo stesso modo per quanto riguarda la parte corrente. Il problema è il capitolo degli investimenti i cui costi sono coperti dalle entrate delle alienazioni che vuol dire che senza le vendite le opere pubbliche non partono. «E il momento non è proprio propizio per le grandi alienazioni a meno di svendere, cosa che noi non vogliamo fare in alcun modo» aggiunge Busi.

m.bortolotti

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