Mercoledì 01 Dicembre 2010

Mercato case a Chiavenna:
«Mai cosi male in 40 anni»

CHIAVENNA «E' il momento più difficile degli ultimi quarant'anni».  Adriano De Tanti, titolare dello Studio tecnico immobiliare di via Consoli chiavennaschi, non ha dubbi: la situazione del mercato della città del Mera è complicata.
Il punto di vista aggiornato e autorevole di De Tanti, attivo in questo settore da quattro decenni, offre una visione interessante della realtà attuale e del futuro.
Com'è andato il 2010 sul piano delle compravendite?
«Arrivavamo da un 2009 difficile, quest'anno è stato del tutto simile a quello precedente. C'è qualche spiraglio di miglioramento, ma non è sufficiente per pensare a un 2011 positivo».
Quali sono i fattori che determinano questa situazione?
«Nel 1970 con un mese di stipendio si acquistavano due o tre metri quadrati di appartamento. Oggi ci vuole il salario di tre mesi di un operaio per pagare un metro. A Chiavenna, ad esempio, per il nuovo si va in media dai 2500 ai 3000 euro al mq. La differenza è eclatante. Ci sono stati altri momenti difficili, a cominciare dagli anni Ottanta, ma dopo le flessioni si ripartiva. Oggi non abbiamo certezze».
La crisi mondiale è stata originata anche dai problemi legati ai mutui. Qual è la situazione valchiavennasca?
«Difficilmente un abitante della nostra valle fa un passo più lungo della gamba. Ma i problemi non mancano. Gli istituti di credito richiedono ampie garanzie per la concessione di mutui. Abbiamo osservato diversi casi di potenziali clienti che non hanno potuto permetterselo. Per le famiglie monoreddito e per chi non ha i genitori alle spalle è tutto più complicato. Purtroppo non vediamo fattori di possibile miglioramento».
All'estero la lunghezza media dei mutui è maggiore di quella italiana.
«Questa abitudine rappresenta un valido aiuto. Da un lato dà la possibilità di pagare rette meno elevate, dall'altro c'è l'opportunità di “vivere”, senza rinunciare a ogni altra uscita diversa dalla rata».
Dal 1° gennaio prossimo i proprietari che danno in affitto un'abitazione dovrebbero pagare il 20% sui proventi del canone, lo sconto è consistente, perché ovviamente chi dà in affitto un appartamento ha in genere un reddito più alto rispetto alla media dei contribuenti, e oggi paga un'aliquota media intorno al 30%.
Come valuta questa novità?
«Potrebbe essere uno stimolo per il settore edile e per il mercato degli affitti dove l'offerta è limitata».

l.begalli

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