Sabato 27 Novembre 2010

Brusio, svolta nelle indagini:
si cercano persone dell'Est

BRUSIO Potrebbero essere vicine a una svolta le indagini sul duplice omicidio di Brusio, alle porte di Tirano. A distanza di una settimana dall'uccisione in Svizzera dell'imprenditore Gianpiero Ferrari, 58 anni, e della moglie Graziella Plozza, 57 anni, sarebbe confermata infatti la pista straniera ed in particolare l'ipotesi che ad assassinare la coppia siano state delle persone venute apposta dall'Europa dell'Est per un regolamento di conti.
Fonti elvetiche raccontano che l'uomo avrebbe ricevuto una telefonata domenica mattina mentre si trovava al bar di Zalende, frazione di Brusio. Terminata la chiamata, Ferrari si sarebbe congedato dicendo che aveva un appuntamento con i “bulgari”, intendendo con questo termine i clienti dell'est Europa. Sempre domenica mattina, qualcuno avrebbe visto parcheggiata davanti alla casa dei due coniugi di Zalende un'auto con a bordo due o tre persone, che non si erano mai viste in paese. Una serie di indizi che avrebbero convinto la Polizia cantonale che si sta occupando delle indagini a seguire la pista dell'Est e a chiedere il coinvolgimento diretto nelle indagini anche dell'Interpool, la polizia criminale internazionale. Nel caso in cui la pista dovesse rivelarsi esatta, prenderebbe corpo anche la tesi che il duplice omicidio possa essere avvenuto già nella mattinata di domenica, addirittura prima di mezzogiorno. Ma si tratta di ipotesi al momento tutte da confermare. Resta inconfutabile invece la violenza con cui è stato compiuto il delitto, scoperto lunedì mattina da uno dei figli, andato a casa dei genitori non vedendoli arrivare sul lavoro.
Intanto a Tirano continuano ad affiorare ricordi legati alla coppia da parte di chi la conosceva. In particolare Graziella sarebbe stata vista nel comune al confine con la Svizzera il sabato precedente il delitto. A Tirano avrebbe acquistato dei vestiti in un negozio lungo viale Italia di cui era cliente abituale. Anche a Madonna veniva spesso per fare la spesa o per pranzare col marito, in uno dei ristoranti della zona. Insomma, una frequentazione tutt'altro che sporadica ed è anche per questo che in molti anche in Valtellina sperano che si possa giungere presto a una soluzione del giallo che ha scosso non soltanto la Svizzera.

l.begalli

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