Sabato 27 Novembre 2010

Valfurva, aperta un'inchiesta
sulle minacce di morte

VALFURVA - Il magistrato Luisa Russo, pm titolare dell'inchiesta, ha aperto un fascicolo contro ignoti sul caso del cane trovato ucciso giovedì mattina nel recinto del teleriscaldamento e delle minacce lasciate sul cancello. Innanzitutto si procederà ad accertamenti sulla testa del cane - in parte rinvenuta congelata date le temperature registrate quella notte in paese - effettuando sia un esame veterinario sia una radiografia per capire il tipo di arma dalla quale è partito il colpo mortale. Qualora si trattasse di un'arma detenuta illegalmente, ai reati di minaccia aggravata dall'uso di un'arma e maltrattamento di animale si aggiungerebbe anche la detenzione e porto illegale d'arma da fuoco.
Quella pozza di sangue nella neve rimarrà nella mente di molti, macabro risultato di un gesto intimidatorio che ieri ha destato sconcerto in tutto il mandamento. L'eco di quel cane ammazzato davanti al teleriscaldamento di Santa Caterina Valfurva si è diffuso tra le case, nelle scuole, nei bar ed ha fatto riflettere molti. Segno di ignoranza, di cattiveria gratuita contro un animale, specchio del clima che si respira in paese, gesto di uno (o forse più) esaltati: tanti i modi per descrivere l'atroce scoperta alla quale - fatto ancor più grave - era abbinato un cartello, «Ve la faremo pagare», indirizzato ad otto cittadini “eccellenti” della Valfurva.
E così, ieri mattina, Il tranquillo paese si è risvegliato non con l'aria frizzante di montagna ma sotto una coltre di nebbia. Quella della preoccupazione, della ricerca spasmodica di un nesso tra gli otto nominativi, quella dell'incertezza sul futuro che attende i propri figli. Si cerca e si attende di capire, di sapere qualcosa in più e ci si augura di poter etichettare il gesto come quello di uno “squilibrato”, anche se non tutti la pensano così. C'è chi tira in ballo la politica e chi pensa che il filo conduttore sia legato allo sviluppo di Santa Caterina Valfurva, in questi anni cresciuta molto a seguito di una serie di interventi sul territorio: qui, rispetto alla gran parte della vallata, ci sono alberghi, impianti di risalita, esercizi commerciali, il teleriscaldamento, tutte realtà che a qualcuno potrebbero aver dato fastidio. Ora l'importante è non mollare - questa la reazione comune tra le otto persone minacciate -, mantenere un clima tranquillo e sereno e continuare a lavorare. Ma, forse, questo sarà difficile. «Se vogliamo definire l'episodio come una bravata - ha commentato Carmelino Puntel, presidente del Consorzio Forestale Alta Valtellina, tra gli otto nominativi - non ci sarebbero dovuti essere né il cane morto né l'elenco dei nominati. Questo, invece, rappresenta un fatto politico grave che non fa bene alla Valfurva e ai suoi cittadini. Non credo che alla Valfurva operosa abbia fatto piacere leggere i titoloni di ieri sui giornali, e nemmeno alla Valfurva che ama la tranquillità del suo paese di montagna. Per questo è giusto e doveroso che chi sa qualcosa parli, lo segnali, anche in forma anonima, alle autorità. Questa “pubblicità” non fa bene all'immagine del paese e neanche all'avvio della stagione turistica». Assieme a Puntel, tra i “nominati”, Pino Bonetta proprietario dell'hotel Confinale, Eugenio Alberti, ex sindaco ed impiantista della Società Sci e Montagne di Valfurva, Walter Righini, amministratore delegato della Tccvv, la società che eroga il teleriscaldamento, Fabrizio Pedranzini, albergatore ed ex amministratore, Gianfranco Saruggia, attuale primo cittadino di Valfurva e presidente del comitato lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio, ma anche Idilia Antonioli, ex sindaco, e Beppe Bonseri, impiantista e presidente del consorzio Tourisport di Valfurva.

r.carugo

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