Mercoledì 24 Novembre 2010

Ragazza picchiata a Chiavenna,
lui nega: «Mi sono solo difeso»

CHIAVENNA «Non l'ho aggredita. Mi sono solo difeso». Sono le parole dell'uomo che, nella serata di domenica, ha litigato con la ragazza che frequentava in via Carducci. La donna alle 21.40 di domenica ha richiamato l'attenzione di un'adolescente, urlandole di fermarsi. «Aiutami, chiama un'autoambulanza, sono piena di lividi», ha detto. Poi si è seduta davanti al portone di casa, dicendo di avere dei lividi «dovuti alle botte ricevute sul volto e sul tronco». Secondo quanto riferito dalle persone che l'hanno soccorsa, diceva di perdere sangue dalla testa e i segni delle percosse erano evidenti anche sulle mani.
La versione dell'uomo, F.D., è completamente diversa. Sarebbe stata la giovane donna, infatti, ad armarsi di due padelle per picchiare il proprio compagno. «Ha dichiarato il falso alle persone che l'hanno soccorsa. Abbiamo litigato e lei mi aggredito in modo violento utilizzando anche due pentole, tanto che si sono danneggiate. Dopo avere preso diversi colpi, gliele ho tolte di mano e ho tentato di fuggire dalla casa dove ero stato rinchiuso». L'uomo si sofferma anche sulla possibile origine dei lividi. «Le ho messo una mano sul collo, ma l'ho fatto soltanto per potermi difendere. Non l'ho aggredita. Capisco che possa essere rimasto un segno sul suo collo, ma per me è stata solo autodifesa. Quando sono riuscito a scappare di casa l'ho spinta per allontanarla ed è caduta per terra. Le eventuali ferite sono dovute a questo episodio. Se afferma di essere stata lanciata dalle scale non dice la verità. A Chiavenna tutti ci conoscono e sanno che io non sono assolutamente un tipo violento. Un altro uomo, al mio posto, avrebbe reagito in modo molto più deciso. Molte persone, in questi due giorni, mi hanno detto di avere capito perfettamente cosa è successo. Non ho mai pensato che questa storia potesse finire in questo modo».

l.begalli

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