Mercoledì 24 Novembre 2010

Troppi tagli, Valfurva
pensa alla secessione

VALFURVA Ci sarà anche il sindaco di Valfurva Gianfranco Saruggia, domani a Milano, per manifestare contro i tagli dello Stato relativi al fondo di solidarietà per le aree disagiate, ovvero i comuni confinanti con le regioni a statuto speciale, con le province autonome e i comuni frontalieri con la Svizzera. Comuni che però vedono sempre più diminuite le loro risorse e devono combattere contro una concorrenza “sleale” delle realtà che godono di particolari agevolazioni.
Saruggia, assieme a 545 comuni del Nord, ha detto no ai continui tagli e da subito è entrato a far parte dell'Associazione Comuni Confinanti (Asscomiconf) fondata dal sindaco di Bagolino, Marco Scalvini. Un gruppo che, a parità di disagi con altre realtà montane, vorrebbe poter beneficiare delle stesse agevolazioni. «Da tre anni - ha commentato Saruggia - partecipo a questi incontri. Anche la Valfurva si trova in condizioni disagiate in primis per la sua posizione geografica ed ho pensato che l'unirmi a questi comuni fosse l'unico modo per avere uno spiraglio». Quest'anno Saruggia ha partecipato ad incontri a Roma, Monza, Limone sul Garda, tutti con un unico filo conduttore: reperire risorse per il proprio comune richiamandosi al concetto di equità. «C'erano anche dirigenti e funzionari del Ministero - ha ricordato il primo cittadino di Valfurva - che ci hanno promesso fondi, esattamente 91 milioni di euro in tre anni che, per la Valfurva, avrebbero significato dai 250 ai 350.000 euro all'anno per un triennio. Ed invece ora ci dicono che il fondo complessivo è di soli 21 milioni, una riduzione del 70%: noi su quei soldi avevamo fatto affidamento». Da qui l'idea di ritrovarsi a Milano quando una decina di comuni lombardi, piemontesi e veneti inizieranno addirittura l'iter referendario previsto dalla legge per chiedere la secessione.«Mi auguro che il federalismo arrivi presto - ha rilevato Saruggia -. Io domani mi farò portavoce delle esigenze dei miei cittadini, delle loro difficoltà. Penso che forse, anche in Alta Valle, bisogna proprio iniziare a parlare di secessione, di referendum per passare con le regioni autonome. Valfurva confina sia con Trento che con Bolzano ma le risorse a disposizione della località sono ben diverse: per il turismo, per il sociale, i servizi, le infrastrutture. Quest'anno a bilancio - ha rilevato il sindaco - abbiamo dovuto togliere pure i 30 euro per abitante che finora ci erano stati riconosciuti in qualità di comuni confinanti. Per Valfurva questo significa circa 100.000 euro in meno e non è poco».
<+G_FIRMA>Daniela Gurini

l.begalli

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