Giovedì 11 Novembre 2010

A Poggiridenti scoppia
la "guerra" delle pizzerie

POGGIRIDENTI A Poggiridenti scoppia la “guerra” delle pizzerie: dal “Pendolasco” arriva un esposto contro “La pecora nera”, ma il titolare di quest'ultima respinge le accuse e promette battaglia.
Sta facendo discutere la polemica che si è accesa in seguito all'azione intrapresa dal ristorante-pizzeria “Pendolasco” che ha presentato un esposto indirizzato ad Angelo Nesa, sindaco del paese, al prefetto Rosa Erminia Cesari e all'Azienda sanitaria locale di Sondrio. Nel documento che risale al 15 settembre scorso si punta l'indice sul tipo di attività svolta da “La Pecora Nera”: «Viene esercitata un'impresa artigiana, qualificata per esercitare l'attività di produzione e vendita di pizza e d'asporto. Ebbene, va evidenziato che da tempo svolge di fatto attività commerciale di ristorazione». Altro elemento "denunciato", «le due terrazze coperte, completamente attrezzate di tavoli e sedie per il consumo diretto dei prodotti da parte dei clienti, tutto ciò senza tutti i requisiti che sono invece richiesti alla generalità degli esercenti l'attività commerciale di ristorazione». Infine il problema legato al parcheggio: «Il conseguente aumento della clientela determina l'insorgere di evidenti problemi di ordine pubblico e di viabilità».
Ma il gestore della Pecora Nera non ci sta: «Qui di abusi non ce ne sono: è tutto in regola» dice da dietro il bancone il titolare Pierantonio Botacchi che smonta punto per punto le critiche mossegli dal “vicino di casa”. «Non sto violando alcuna norma - rincalza -. È tutto documentato, è sufficiente rivolgersi agli enti competenti per controllare».
A cominciare dal tipo di licenza: «Sono a posto. Essendo passato da attività artigianale a commerciale posso somministrare alimenti e bevande. Basta rivolgersi all'Asl per verificare che ho presentato la Diap», ovvero la dichiarazione di inizio di attività produttiva. «Posso anche fare servizio ai tavoli che restano dove sono, nessuno me li può vietare».
Pratiche, permessi e documenti, secondo Botacchi, sono in regola pure in municipio: «Se a qualcuno fa male la pancia, può andare in Comune e fare richiesta di accesso agli atti per averne le prove e verificare che di irregolarità nel mio locale non ce ne sono» dice in merito all'accatastamento del dehors realizzato all'esterno del locale. Quelle due terrazze coperte che «se ci sono ancora e non sono state smantellate, evidentemente è perché ho diritto di mantenerle» pone l'accento Botacchi. Diverso, a suo modo di vedere, sarebbe il discorso relativo al parcheggio: «È un problema a sé - sostiene spiegandone i motivi -. Sono titolare di un'attività commerciale di 72 metri quadrati con un parcheggio davanti al mio locale di 108 metri quadrati, motivo per cui a livello legislativo sono a posto». È altresì vero che ci sono automobilisti che lasciano l'auto in fregio alla statale 38  per prendere la pizza nel suo locale: «In questo caso sarà il Comune ad intervenire, se la gente parcheggia sul ciglio».
Dal canto suo, interpellato, il sindaco Angelo Nesa preferisce non entrare nel merito della vicenda e non rilasciare dichiarazioni. Assicura però che il Comune si è attivato e ha fatto ciò che è di sua competenza. Per dovere di cronaca, va detto che il problema relativo al parcheggio era già stato sollevato diversi mesi fa in consiglio comunale quando la minoranza aveva segnalato il pericolo delle auto lasciate in divieto di sosta.

l.begalli

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