Lunedì 01 Novembre 2010

«Chi inquina di più?
L'ospedale di Sondrio»

SONDRIO «In città l'utilizzo del metano e la riconversione dei vecchi impianti di riscaldamento procedono, e i dati sulla qualità dell'aria sono in via di miglioramento. Poi abbiamo il paradosso dell'ospedale che con il suo impianto è uno dei più grossi inquinatori in città, ma lì la nostra possibilità di intervento è nulla».
Parola dell'assessore all'Ambiente Alfio Sciaresa, che venerdì sera in consiglio comunale ha fatto il punto sulla questione rispondendo ad un'interpellanza di Piergiuseppe Forni del gruppo di minoranza di Sondrio Anch'io. «La nostra amministrazione ha deciso di puntare sulla diffusione del metano per ridurre le emissioni di polveri sottili - ha ricordato Sciaresa -, e i numeri in questo senso sono positivi. Dal 2008 a quest'anno Asm ha aumentato le forniture di gas da 9,8 ad oltre 16 milioni di metri cubi, e nel corso del 2009 sulla rete cittadina si è riscontrato un aumento del 22% degli allacciamenti medi e del 14% per i grandi, il che significa che molti condomini hanno modificato i propri impianti. E i dati sulla qualità dell'aria sono in miglioramento, tant'è che i numeri di Sondrio spesso sono migliori di quelli di Morbegno, che gode però di una situazione geografica e climatica più favorevole».
Il Comune ha comunque intenzione di proseguire su questa linea, ha spiegato Sciaresa, anche se ci sono elementi sui quali l'ente non ha voce in capitolo: «Sull'impianto di riscaldamento dell'ospedale, che è un vero paradosso, non abbiamo possibilità di intervento - ha sottolineato -, così come non si può applicare il divieto di utilizzo di impianti obsoleti alimentati a legna, perché la normativa non vale per le zone sopra i 300 metri di quota. Stiamo lavorando per ridurre la combustione all'aperto, ad esempio con il servizio di raccolta degli scarti di potatura, e sul tema delle biomasse anche la Regione ha avviato degli studi». Provvedimenti che, secondo Forni, ma non bastano: «Non vedo un progetto complessivo, lungimirante, per affrontare il problema in maniera determinata, manca una visione strategica per diffondere una mentalità nuova su queste tematiche».

l.begalli

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