Domenica 31 Ottobre 2010

Marcello, 17 anni di Grosotto,
è il più bravo poeta in erba

SONDRIO Potendo scegliere, avrebbe preferito rimanere nell'anonimato: non ama i clamori e la fama. Il fatto è che la poesia scaturita dalla sua penna si è imposta al premio internazionale “Ciro Coppola” per lo studente italiano e dell'Unione europea, volto a promuovere le attività creative dei giovani, fornendo loro opportunità di crescita poco favorite, soprattutto per venire incontro alla necessità di comunicare le proprie esperienze. Stiamo parlando di Marcello Lanfranchi, autore di “Solo, nel correre del tempo”. Ha 17 anni, è nato a Grosotto dove abita. Frequenta la quarta del liceo tecnologico all'Iti Mattei di Sondrio, istituto diretto da Mario Messina, e grazie alla sua ottima performance si è affermato nel concorso ricevendo anche i complimenti del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Ad invitarlo a partecipare è stata la sua insegnante di italiano, Beatrice Mostacchi, dopo aver letto un piccolo diario di poesie che le aveva consegnato. Ha accettato, senza nutrire grandi speranze. Anzi, forse non gli interessava nemmeno vincere, perché a Marcello, per sua stessa ammissione, «scrivere poesie piace». Lo fa da un anno circa: «Scrivo per sfogarmi, per sfuggire agli stereotipi imposti dalla società attuale e a quel modo di vedere le cose rimanendo sempre e solo in superficie». “Stava il vecchio”, l'incipit di “Solo, nel correr del tempo”, poesia autobiografica perché quel “vecchio” è lui: «Ho cercato di immaginarmi e di pormi vicino alla data della morte». Un atteggiamento che non deve però essere letto con tristezza: «L'ho fatto in modo umile - spiega -. Ad un certo punto della vita, e credo sia del tutto normale per un ragazzo della mia età, mi sono posto la domanda “come mai sono qui?”». Quesito la cui risposta «l'ho cercata alla fine delle cose perché penso siano proprio queste che danno un senso a tutto il resto». Cosa farà una volta terminato il liceo? «E' presto per dirlo, non ho ancora le idee chiare» ammette. Intanto continua a studiare. Gli piacciono materie come italiano, filosofia, storia, ma anche quelle scientifiche. Preferisce non svelare quale sia la sua media dei voti: «La scuola non va valutata dai voti» conclude accennando un timido sorriso.

l.begalli

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