Giovedì 28 Ottobre 2010

"Passamonti torni dentro"
Il Riesame deciderà l'11

BEMA E' fissata per l'11 novembre l'udienza al Tribunale del Riesame di Milano per discutere dell'appello presentato dalla Procura di Sondrio contro la scarcerazione di Silvano Passamonti, da ormai un mese ai domiciliari dopo aver lasciato il carcere di Monza in cui è rimasto per ben 108 giorni.
Il sostituto procuratore Stefano Latorre ha così impugnato la decisione del giudice per le indagini preliminari Fabio Giorgi che aveva invece accolto l'istanza dei legali Giammarco Brenelli e Maurizio Gerosa, difensori del 49enne di Bema.
L'ex coordinatore di Forza Italia, ex presidente della Cm di Morbegno (ed ex sindaco di Bema) arrestato all'alba del 15 giugno per corruzione, concussione, peculato e truffa aggravata e turbativa d'asta ai danni della Regione Lombardia viene ritenuto dalla procura il fulcro di quel "sistema" che ha operato a Morbegno e a Cercino creando una "rete" in grado di controllare il funzionamento di appalti (hall del polo fieristico), di organizzare eventi taroccando le cifre per incamerare contributi regionali; di gestire come fosse un "bancomat" società controllate (Eventi Valtellinesi) e persino di favorire insediamenti industriali (vedi vicenda Galperti a Cercino).
La Procura è ormai pronta a chiedere il rinvio a giudizio degli indagati ed è propensa a unificare il processo con quello relativo alla strada per Bema, ma nel frattempo sostiene la necessità che Passamonti torni dietro le sbarre. Un'eventualità che difficilmente il Riesame potrà accogliere se prevarrà il ragionamento che ha già fatto breccia per Spagnolatti.
Il clamore suscitato dalla notizia è infatti stato tale che non sarà facile sostenere da parte dell'accusa la possibilità per Passamonti di reiterare i reati contestati, anche in considerazione del fatto che l'uomo si è dimesso da tutte le cariche pubbliche che aveva e quindi - secondo i legali difensori - non potrebbe neppure volendo compiere atti illeciti, né mettere mano nelle indagini, magari cercando di occultare prove o modificarle.
La Procura non la pensa così e ritiene che proprio in virtù del potere che Passamonti ha mostrato in passato, anche oggi sia in grado di far sentire la propria voce, magari utilizzando schede telefoniche acquistate all'estero e quindi di difficile intercettazione da parte della polizia giudiziaria. Di più: Latorre lascia intendere che Passamonti possa essere addirittura riuscito a modificare documenti mentre si trovava in carcere, eventualità assolutamente scartata dal Gip Giorgi che ritiene quei fatti (acquisiti di recente dalla Procura) "necessariamente" anteriori il suo arresto
I suoi legali hanno poi insistito molto con il giudice Giorgi - che ha condiviso il loro ragionamento - sul fatto che Passamonti abbia chiesto i domiciliari in un paesino sperduto e servito da una sola strada.

l.begalli

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