Venerdì 01 Ottobre 2010

Salvatore Marra: «Sono felice,
provvedimento troppo severo»

MORBEGNO «È davvero una bella novità. Non lo sapevo ancora, ma non posso che essere felice per il rientro di Silvano a casa». In paese ieri mattina non lo sapeva ancora nessuno. Nemmeno il sindaco di Bema, Giacomino Lanza, che ha reagito con stupore, ma con altrettanta gioia alla notizia del rilascio di Silvano Passamonti. «In questo momento sono fuori Bema - sono state le parole del sindaco in tarda mattinata - ma salirò al più presto in paese, perché voglio esserci quando arriverà a casa. Non lo vedo dal 14 giugno e in base alle disposizioni giudiziarie, se mi sarà consentito, mi piacerebbe davvero parlargli di nuovo, o almeno  fargli sentire in qualche modo la mia presenza». E ha aggiunto: «Era ora che lo scarcerassero - continua Lanza - adesso non si capiva l'esigenza di questa esagerata permanenza dietro le sbarre. Chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma non è giusto che si paghi prima di essere stato giudicato. Silvano è stato messo alla gogna mediatica, è stato messo in croce sin dalla prima ora. Come me oggi sarà felice del suo rientro chi gli è sempre stato vicino, tutti coloro che non hanno mai rinnegato il suo buon operato a differenza di chi prima gli ha lanciato sassi e oggi si nasconde dietro un "poverino finalmente è fuori", troppo comodo».
E di accanimento nei confronti  dell'ex presidente della Comunità montana parla anche il direttore generale della Cm Salvatore Marra, anch'egli "protagonista" della vicenda giudiziaria (Marra però in carcere non ci è mai stato). Un provvedimento - quello a carico  di Passamonti - lungo 107 giorni, «e per questo obiettivamente troppo severo e in più i fatti contestati risalgono a molto tempo fa  - sostiene Marra -. Per questo non posso che essere contento che Silvano oggi faccia ritorno a Bema dopo questa lunga agonia. Sono fiducioso nell'operato della magistratura e la legge farà il suo corso, allo stesso tempo sono felice per Silvano con il quale ho lavorato per anni e conosco bene il suo modo di agire per il bene della comunità».
Quindi un pensiero ai familiari dell'ex numero uno dell'ente montano. «Dal punto di vista strettamente  personalmente vorrei esprimere la mia vicinanza alla moglie, ai figli e a tutti i familiari di Silvano. Posso capire i giorni bui che hanno trascorso in questi mesi, comprendo l'angoscia per la lontananza dal loro caro».

l.begalli

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