Lunedì 27 Settembre 2010

Scompare marocchina,
la 15enne era a Milano

Voleva a tutti i costi andare a Roma. Il perché non è dato sapere. L'hanno rintracciata ieri - dopo una "fuga" di 24 ore - alla stazione centrale di Milano dove è stata affidata alla Polizia ferroviaria fino a quando il fratello maggiore è andato a riprenderla.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma la storia di Aicha, 15 enne marocchina di Sondrio scomparsa da casa sabato è iniziata nel peggiore dei modi. La ragazzina che frequenta il liceo scientifico, sabato si era recata a scuola e nonostante lo sciopero aveva seguito le lezioni assieme ad altre due compagne. All'uscita, con una di loro si è poi incamminata verso l'incrocio con via Carducci. All'angolo della sede del Provveditorato ha salutato l'amica e si è diretta verso la stazione. A quel punto di lei si sono perse le tracce. A casa, non vedendola rientrare, i familiari si sono subito allarmati: «Mia sorella - racconta Lachen, 23enne, secondogenito dei cinque figli - non ha mai dato problemi a casa. E' una ragazza giudiziosa e proprio per questo ci siamo subito preoccupati. Così abbiamo sporto denuncia in Questura».
La notizia si è subito sparsa nella comunità marocchina a cui la famiglia di Aicha Tizbibt appartiene: mamma casalinga, padre operaio della Cossi, tre figli maschi e due femmine, tutti molto uniti. In tanti si sono mobilitati a cercare la giovane: dai vicini di casa - i Tizbibt abitano in una delle "torri" nel quartiere La Piastra - agli amici e conoscenti (la famiglia vive in Italia da vent'anni), oltre alle forze dell'ordine. «Siamo così venuti a sapere - racconta il padre della giovane in un italiano un po' stentato - che mia figlia era stata vista in stazione e che lì ha comprato un biglietto. Allora sono andato a Tirano a cercarla, mentre mio figlio domenica all'alba è andato in Centrale a Milano ad appendere i volantini per cercarla».
Ed è proprio grazie alla sua foto che la ragazza viene riconosciuta dalla Polfer e trattenuta in attesa dell'arrivo dei familiari. Aicha a quanto pare voleva andare a Roma. «Ma non sappiamo perché. Non ce l'ha voluto dire. Noi però l'abbiamo subito rassicurata e la prima cosa che le abbiamo detto al telefono è di non preoccuparsi, che l'aspettavamo a casa».
I familiari della giovane ieri erano davvero sollevati («Ogni ora di attesa ci è sembrata lunga 100 anni») del ritorno della ragazza e hanno voluto ringraziare tutti quanti hanno mostrato loro vicinanza («Dalle forze dell'ordine a tutte le persone che si sono adoperate per noi»). Ora l'unica cosa che vogliono è capire perché Aicha si è allontanata da casa. Ma forse il motivo è solo da ricercare nel significato del nome porta che in arabo signica "vita".

a.marsetti

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