Giovedì 23 Settembre 2010

Cm di Morbegno: «Troppi 35
dipendenti, alcuni lavorano poco»

MORBEGNO Sono destinate a far discutere, inevitabilmente. Parole che oggi suonano come una piccola sconfessione di quanto è stato finora. Anche perché è al motto di «son che per laurà e a fa laurà» («Sono qui lavorare e per far lavorare») che Franco Della Mina, storico amministratore pubblico in quota Lega, ex sindaco di Mello e oggi vice presidente nel nuovo «corso» della Comunità montana di Morbegno, vuole portare avanti il suo incarico nell'ente della Bassa Valle dove ha già iniziato a fare sentire la sua presenza. A partire dagli uffici.
«Fra le mie prime impressioni in Comunità montana ci sono anche quelle relative agli uffici – dice –. Sono troppi 35 dipendenti, dei quali alcuni lavorano poco. Ho notato, sempre fra alcuni, menefreghismo e spregio degli uffici pubblici e delle istituzioni». Tanto che «dopo qualche giorno dall'inizio del mio mandato ho pensato, all'ingresso negli uffici, di  muovermi con alcune azioni. Ad esempio ho cacciato, dopo avergli controllato i documenti, un immigrato, ambulante abusivo che durante l'orario di lavoro vendeva le sue cianfrusaglie sulle scrivanie dell'ufficio tecnico ad alcuni dipendenti dell'ente montano. Poi ho fatto rimuovere alcuni quadri-vignetta dalle pareti dell'ufficio tecnico che raffiguravano la caricatura del ministro Brunetta».
Quindi il vicepresidente avanza alcune riflessioni sul nuovo corso dell'ente montano: «Non avrei mai accettato un accordo istituzionale dei 25 Comuni del mandamento - dice -. In Cm negli anni passati con la Lega Nord ho già svolto il ruolo di consigliere e a seconda dei numeri sono stato in maggioranza e in minoranza. In politica oltre alle idee, voglio ricordare che contano soprattutto i numeri elettorali: nel marzo scorso il mio movimento nel mandamento di Morbegno ha ottenuto il 42 % dei voti elettorali». E aggiunge: «Questo direttivo è frutto di una alleanza politica Lega Nord, Pdl, e liste centrodestra.
Nell'assemblea del 20 luglio il programma di questo direttivo è stato sottoscritto e votato da 16 Comuni, il 70% dei 25. Il direttivo eletto è composto da amministratori con esperienza e capacità e non percepisce neanche un euro per il lavoro svolto, alla faccia del costo della politica. Nell'ultima assemblea – sottolinea Della Mina - ho visto positivamente la presenza di alcuni consiglieri di minoranza, ruolo importante di controllo e stimolo nei confronti della maggioranza».
Sul futuro della Comunità montana rimarca che, «nel tempo è un ente destinato ad essere chiuso. I trasferimenti statali e regionali sono in diminuzione. Ma nel frattempo cercherò di farla funzionare al meglio, razionalizzando le spese».
Come nel caso di Eventi valtellinesi, la società partecipata fra Comune e Cm di Morbegno destinata  alla liquidazione. «Finalmente questo direttivo ha deciso di chiudere questa società a capitale totalmente pubblico per il danno economico ancora da calcolare, ma soprattutto per il danno morale e di cattiva immagine che ha causato hai 25 sindaci e a tutti gli amministratori del mandamento.». Ed entrando nel dettaglio delle sue competenze (Agricoltura e Foreste) il vicepresidente  anticipa le prime iniziative del suo assessorato che vanno  dal recupero dei vigneti con un progetto globale partendo da Dubino fino a Dazio alle realizzazioni di nuove piste forestali e prolungamento delle attuali; dal miglioramento degli alloggi degli alpeggiatori all'aumento dell'uso dei carri mungitura in aiuto agli alpeggiatori sino al recupero dei boschi come fonti di energia pulita.

l.begalli

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