Mercoledì 22 Settembre 2010

Caos scuola: ecco le proposte
per ridurre i disagi dei ragazzi

SONDRIO Che gli orari d'uscita da scuola siano il più omogenei possibile - l'ipotesi migliore è che si concentrino attorno alle 13 - e che i rientri pomeridiani, laddove necessari, si facciano negli stessi giorni della settimana per tutti gli istituti. Solo così, secondo Pierpaolo Corradini, si può cercare di superare l'empasse che si è creato nei primi giorni di lezione quando il pianeta istruzione di Valtellina e Valchiavenna si è letteralmente scontrato con il sistema dei trasporti pubblici: studenti rimasti a piedi, rientri a casa a pomeriggio inoltrato, viaggi su carrozze superaffollate, richieste di uscita anticipata per accaparrarsi un posto sul pullman.
Questo, è quanto l'assessore provinciale ai Trasporti ha chiesto ieri al mondo della scuola riunito a palazzo Muzio con la promessa, già dalla prossima settimana, di un netto miglioramento della situazione. Entro venerdì, però, i dirigenti scolastici dovranno far pervenire sul tavolo dell'assessore le loro proposte di orario delle lezioni «e da lunedì le cose miglioreranno». Già sin d'ora si sa che si interverrà con certezza su tre fronti: «Il prima possibile sarà ripristinato il pullman da Tirano a Sondrio e viceversa - mentre adesso i ragazzi provenienti dall'Alta Valle sono costretti nella stazione aduana ad un trasbordo sul treno -. Sulla tratta Colico-Chiavenna sarà introdotto un autobus in partenza alle 14.15 che consentirà di ridurre i tempi di attesa di 30 minuti». Terzo provvedimento, «da attivare a chiamata, una corsa sulla tratta Chiesa-Lanzada» ha aggiunto Corradini.
Parole, le sue, arrivate dopo aver raccolto le istanze e le criticità presentategli da più fronti e da più voci. Presenti, in una sala consiliare superaffollata, non solo i presidi delle scuole di tutti gli ordini e gradi di scuola della provincia, ma anche insegnanti, rappresentanti sindacali, degli studenti, delle aziende di autotrasporti, amministratori, nonché esponenti delle Comunità montane. Al tavolo con Corradini, Nicola Montrone, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale e l'assessore provinciale all'Istruzione, Costantino Tornadù. «La Provincia cercherà di fare l'impossibile per risolvere i problemi degli alunni e delle famiglie - la sottolineatura di quest'ultimo - , cercando di conciliare tutte le richieste e di trovare così una soluzione ai disagi emersi, dopo i cambiamenti introdotti dalla riforma Gelmini».
Tra le criticità emerse, la carenza oggettiva di mezzi di trasporto, siano essi pullman o treni: in particolare si sarebbero rivelati insufficienti gli autobus al termine delle lezioni, alle 13, nel capoluogo. Lo stesso dicasi per le carrozze del treno locale che da Tirano porta la mattina i ragazzi nel capoluogo, come ha fatto notare Mario Messina, preside dell'Iti Mattei che ha parlato anche per conto del Piazzi-Perpenti e del Besta-Fossati di Sondrio. Problemi anche per i ragazzi provenienti dalla Valchiavenna, sia quelli che gravitano sugli istituti del capoluogo che per quelli che invece hanno scelto di proseguire gli studi al Marco Polo di Colico, «circa 200 ragazzi» ha detto il dirigente Giovanni Rossi.
Sulla necessità di avere una rete di trasporti che si coniughi al meglio con l'orario delle lezioni è intervenuto  Franco Imperial, presidente della Comunità montana di Tirano: «E' impensabile che dei ragazzi possano stare in ballo dalle 6 di mattina alle 4 di pomeriggio, facendo più ore di quante ne fa un dipendente pubblico» ha fatto notare presentando l'istanza di nove sindaci del suo mandamento accompagnate dalle firme dei genitori. «Bisogna far quadrare gli orario – l'opinione di Piero Cornaggia della Cgil – perché il dato di fatto è che ieri, oggi, e domani sarà ancora così, i ragazzi arrivano a casa tardi. Solo se la maggior parte degli istituti termineranno in mattinata le lezioni alla stessa ora, il 90% degli studenti potrà avere risposte con i mezzi e le risorse che si hanno a disposizione».

l.begalli

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