Lunedì 20 Settembre 2010

Scuola, ecco tutti
i problemi sul tappeto

SONDRIO Sul fronte scuola, determinante sarà il summit convocato domani alle 17 a palazzo Muzio dove, seduti ad un tavolo, da una parte ci saranno i dirigenti scolastici, i rappresentanti degli studenti, dei genitori e delle forze sindacali, dall'altro l'assessore provinciale ai Trasporti Pierpaolo Corradini. Insieme, si cercheranno di coniugare gli orari di bus e treni con quelli delle lezioni, passati dal 13 settembre, come voluto dalla riforma Gelmini, da 50 a 60 minuti. Solo 10 minuti in più che in provincia hanno però scatenato il caos più totale: rientri a casa a pomeriggio inoltrato, tempi di attesa improponibili, un'ora per percorrere poco meno di dieci chilometri, corse assurde per accaparrarsi un posto sugli autobus all'uscita da scuola, pullman rivelatisi insufficienti per ospitare tutti, lo stesso dicasi per alcuni convogli ferroviari.
Da quell'incontro, vero e proprio ago della bilancia, dipenderà insomma l'andamento di questa seconda settimana di scuola che ha già tutte le carte in regola per preannunciarsi caldissima. E non si parla di temperature, ma dalle proteste levatisi da vari fronti: sul piede di guerra studenti e famiglie.
Un comitato composto da un centinaio di genitori del Morbegnese ha inviato in settimana in Provincia e all'Ufficio scolastico provinciale una lettera con il motto “Muoviamoci con buon senso”, documento con richieste su bus e treni, al fine di «dare il nostro contributo per migliorare la qualità della vita dei nostri figli».
Tanto per cominciare questa mattina, con ogni probabilità, proseguirà lo sciopero che va avanti da giovedì scorso, da quando cioè i circa 200 studenti del professionale Fossati di Sondrio - da escludere i ragazzi delle classi quinte fuori istituto sino al 27 settembre poiché impegnati negli stage - hanno deliberatamente scelto di disertare le lezioni, non condividendo l'orario scolastico con lezioni di 60 minuti ed uscita alle due di pomeriggio.
Ma il clou della protesta lo si potrebbe raggiungere giovedì, quando a scendere in piazza saranno gli studenti delle superiori di Valtellina e Valchiavenna.
Uno sciopero in massa, autogestito e organizzato in primis da un gruppo di maturandi dell'Iti Mattei di Sondrio ma con la collaborazione di altri istituti sondriesi e promosso su Facebook, che era stato preannunciato per mercoledì 22, posticipato volutamente ieri al 23 settembre, in attesa di capire l'esito dell'incontro in Provincia.
Chiaro ed esplicito il motivo della protesta studentesca, «orari insostenibili e trasporti inadeguati», sostengono i promotori della mobilitazione che ha come quartier generale il campus scolastico di via Tonale a partire dalle 8 di mattina.
Altrettanto chiaro l'obiettivo a cui tendono gli scioperanti: «Chiediamo di ritornare alle lezioni da 50 minuti, poiché, lo si è dimostrato sino allo scorso giugno, solo così le cose funzionano. Vorremmo quindi beneficiare ancora di quella deroga ministeriale riconosciuta alle zone di montagna disagiate come la nostra». Qualora da palazzo Muzio le risposte dovessero arrivare, la protesta potrebbe anche rientrare. In caso contrario, si scenderà in piazza e non si esclude di andare avanti ad oltranza.
Che i problemi siano veri e non frutto della fantasia, lo testimoniano le segnalazioni, parecchie, arrivate sulle scrivanie dei presidi nei primi giorni di lezione. Solo per citarne alcune, pare che per raggiungere Ponte o Caiolo in pullman, all'uscita da scuola, ci voglia un'ora, così com'è strutturato il servizio dei trasporti adesso. Chi da Sondrio deve raggiungere Teglio e le lezioni le termina in alcuni giorni della settimana alle 14, ha da attendere sino alle 16.40, quando dal capoluogo parte l'autobus.
Altra criticità, quella riscontrata alle 13:  non ci sarebbero i pullman sufficienti per trasportare tutti gli studenti che di conseguenza si vedono costretti a fare corse pazzesche per accaparrarsi un posto, evitando così di rimanere a piedi. Problema, questo, che ha portato più di un genitore a richiedere per il proprio figlio l'uscita anticipata da scuola di almeno dieci minuti. Lamentele sono giunte anche dagli studenti che provengono dalle zone dell'Alta Valle, ma che studiano a Sondrio e che viaggiano ogni giorno, alzandosi presto la mattina. Sino allo scorso anno, salivano su un bus che li portava diretti nel capoluogo. Ora sono costretti al trasbordo nella stazione di Tirano, ma le carrozze del treno sono troppo poche: parecchi quelli costretti a viaggiare in piedi. Istanze, queste, che domani passeranno sulla lente di ingrandimento. Saranno analizzate una per una cercando di trovare una soluzione.

l.begalli

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