Lunedì 20 Settembre 2010

Il duro sfogo di Vaninetti:
Cosio, comune "suddito"

COSIO Il presidente della Comunità montana, Alan Vaninetti, esce dal silenzio: scippato per la seconda volta di una delega spara a zero sulla sua ex giunta, «immobile» e poco autonoma «da comuni limitrofi, aree di riferimento e amici».
«Due revoche non me le aspettavo - aggiunge -. Mi auguro almeno che questa azione nei miei confronti possa essere l'inizio di una nuova era del Comune di Cosio: basta a parole e discussioni e più i fatti e decisioni, che spero vengano prese in autonomia non seguendo comuni vicini, o partiti o amici». Da ex assessore Alan Vaninetti non risparmia un colpo alla sua "vecchia" giunta.
Giovedì sera il consiglio comunale di Cosio ha preso atto della revoca a Vaninetti dell'assessorato alla Cultura imposta dal sindaco Fausta Svanella. Il secondo round dopo la sfiducia incassata rispetto al suo mandato di rappresentante comunale in Cm. Durante il consiglio è salita in superficie la profonda crepa che da tempo separava le varie anime conviventi nel gruppo di maggioranza. E soprattutto è stato messo nero su bianco il divorzio fra giunta ed ex assessore. Tanto che non si sono risparmiate parole grosse. Vaninetti, uscito allo scoperto, ha accusato la giunta di immobilismo, «perché, e sto facendo autocritica, ha preferito da sempre le lunghe discussioni agli atti concreti, basta vedere le grandi questioni tutt'oggi irrisolte dopo due anni, dalla statale 38 agli uffici». Ma anche di scarsa autonomia nelle decisioni: «Mi chiedo se, a partire dalla revoca della mia delega in Cm, il sindaco abbia agito in piena autonomia oppure per paura di vedere il suo ruolo nel mandamento andare in fumo. La scelta della mia revoca  è stata compiuta per essere coerenti con se stessi, con l'area di appartenenza, con amici, o per il bene della cittadinanza?».
Un'accusa «gravissima» secondo la maggioranza. Anzi, «un'accusa di valenza penale - ha precisato l'assessore Angelo Castellani - mi stupisce che Alan dopo due anni passati con noi possa fare queste affermazioni: ma se ne ha le prove che sporga denuncia». Vaninetti si è soffermato sulla sua delega alla Cultura: «La revoca dell'assessorato mi ha lasciato ancora più stupito di quella in Cm - ha detto -. Avevo dato la mia disponibilità a proseguire il lavoro a favore dei cittadini. Ma la fiducia non mi è stata accordata: vorrei però che questo criterio valesse per tutta la giunta, anche per chi riveste mandati nodali per il Comune, non solo per chi come me ricopre un incarico facilmente sostituibile».
E ha concluso: «Nel bene e nel male farò tesoro di questa esperienza. Che il gruppo a questo punto prenda le sue decisioni: se avrà la forza di continuare per il bene della gente lo faccia. E lo faccia da solo andando oltre la sudditanza da Morbegno e da interessi di alcuni. Dal canto mio sono tranquillo: a partire dalla legittimità del mio ruolo in Cm».

l.begalli

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