Lunedì 20 Settembre 2010

Fiamme gialle a Morbegno
per l'area industriale

Blitz della Guardia di Finanza sabato mattina negli uffici della sede del Consorzio Area industriale Morbegno-Talamona. I militari del colonnello Marco Selmi si sono recati a Morbegno nell'ambito dell'inchiesta di cui abbiamo riferito proprio sabato mattina su queste colonne. Un'inchiesta avviata tre anni fa e relativa alla cessione di un lotto di proprietà della famiglia Pezzini, per la quale la figlia del compianto patron dell'importante mobilificio ha presentato un dettagliato esposto sulla base del quale sono indagati Silvano Passamonti e Salvatore Marra.
Cosa abbiano fatto le Fiamme gialle non è dato sapere. Avendo trovato chiusi gli uffici - del resto era sabato - hanno contattato l'ex sindaco di Morbegno, Giacomo Ciapponi - attuale presidente del Consorzio area industriale per notificargli la loro visita ed eventuali provvedimenti o anche solo per verificare se negli ultimi giorni siano o meno stati prelevati o richiesti documenti dagli uffici della Comunità Montana.
Perché tale interesse? Semplice, perché da alcuni giorni l'ex direttore generale della Comunità Montana di Morbegno - Salvatore Marra - è tornato negli uffici di via Stelvio. Un ritorno il suo voluto dall'attuale presidente Alan Vaninetti per agevolare il passaggio di consegne al nuovo segretario Filippo Volpe Bavuso. Marra sarebbe dunque stato incaricato - senza alcun compenso economico - di aiutare il nuovo dirigente a districarsi tra le innumerevoli pratiche. Peccato che tra queste pratiche pare ci sia proprio quella relativa al Consorzio Area Industriale, ente che l'attuale vertice non fa mistero di voler smantellare. Ed essendo Marra indagato nell'ambito di quel consorzio è logico supporre che la Procura della repubblica si stia accertando che non vi siano contatti tra le carte oggetto dell'indagine e l'indagato.
Marra e Passamonti (ancora detenuto a Monza) sono indagati per la vicenda Pezzini per concussione; corruzione, abuso d'ufficio, falso materiale e millantato credito, ed entrambi devono rispondere di concussione (Passamonti pure di corruzione) nella recente vicenda dei terreni di Cercino (che ha messo entrambi agli arresti. Poi Marra è stato liberato, mentre il "Passa" è ancora dentro). Attilio Ferrè, l'ex sindaco di Rogolo che doveva cedere i terreni per il capannone, ha infatti riferito agli inquirenti di essersi sentito dire proprio da Marra «guarda che rischi di fare la fine del Pezzini nell'area industriale di Morbegno-Talamona».
Stando all'esposto presentato dalla figlia di Pezzini - la signora Marisa - «Marra convocò mio padre nel suo ufficio di segretario della Comunità montana di Morbegno e gli chiese 500 milioni quale "provvigione" per l'affare (la cessione di un lotto di sua proprietà il cui valore si aggirava sui 18 miliardi di vecchie lire, ndr), richiesta alla quale seguì una discussione accesa tra mio padre e il signor Marra».
Il signor Celso venne poi a mancare e la figlia trovò nel portafoglio del padre una sorta di preliminare sottoscritto dal padre, da Passamonti e da Marra. «Ho così capito che mio padre è stato vittima di Marra e Passamonti i quali, in buona sostanza, hanno cercato di indurre mio padre ad una vendita immobiliare ad un certo prezzo, promettendo in cambio una utilità per lo stesso, ossia la sfruttabilità commerciale del terreno». Una vicenda assai complicata. Sia dal punto di vista burocratico-amministrativo, sia da quello politico, visto che le procedure per "agevolare" la vendita di quel lotto della Pezzini a quanto pare erano note a più di un amministratore.
La Procura è convinta che quanto accaduto nell'area industriale possa essere poi stato "replicato" nella vicenda di Cercino.

a.marsetti

© riproduzione riservata