Sabato 18 Settembre 2010

Bufera sul ritorno di Marra
negli uffici dell'ente montano

MORBEGNO È da circa due settimane che è tornato a bazzicare gli uffici della Comunità montana di Morbegno dopo che ha lasciato il posto di direttore generale e dopo che è finito nei guai per la vicenda dei terreni di Cercino, per la quale dopo essersi fatto un paio di mesi agli arresti domiciliari ora rischia un rinvio a giudizio per concussione (uno solo l'episodio che gli viene contestato, ma il più grave, sostiene la Procura di Sondrio).
Salvatore Marra, quotatissimo segretario comunale assai noto in Bassa Valle per aver prestato servizi in diversi comuni e manager dell'ente montano, a quanto pare è tornato a "palazzo", su personale richiesta del presidente Alan Vaninetti.
«Sì, l'ho convocato io in via informale e in modo non retribuito - afferma il numero uno dell'ente comprensoriale - affinché collabori per il passaggio delle consegne con il nuovo segretario Filippo Volpe Bavuso, che in questo modo sarà agevolato nel prendere possesso del suo nuovo incarico».
Volpe Bavuso, inizialmente "prestato" in via provvisoria alla Cm dall'amministrazione provinciale (a cui si sono rivolti Del Nero e Vaninetti, ndr), sarà dunque il nuovo segretario dell'ente montano. Il presidente ha così voluto "pescare" al di fuori della cerchia morbegnese «anche per "voltare pagina" rispetto al passato - spiega -, ma non certo per mancanza di fiducia nei confronti dei professionisti che operano sul territorio, che peraltro sono sempre meno, ma anche perché ritengo che l'esperienza di un segretario che opera ad un elevato livello come quello della Provincia non possa che fare bene alla Comunità montana di Morbegno».
Sta di fatto che la presenza di Marra in Cm non è passata inosservata. E non è andata giù.
Diversi dei dipendenti l'hanno presa male. Figuriamoci i comuni "dissidenti" che già non condividono il nuovo vertice della Cm che tra gli obiettivi da raggiungere ha inserito - nel breve termine - quello di smantellare il Consorzio della zona industriale Morbegno-Talamona. Consorzio che - come sostiene la maggioranza - ha già esaurito le proprie funzioni (non essendoci più lotti da assegnare agli insediamenti) e quelle che riguardano la depurazione delle acque per conto dei territori di Rogolo e Morbegno saranno appannaggio della costituenda società unica di valle.
E allora, che problema c'è?
C'è che proprio per una vicenda del Consorzio della zona industriale, da ormai tre anni Salvatore Marra è indagato assieme a Silvano Passamonti sulla scorta di un esposto presentato da Marisa Pezzini, figlia di Celso, il patron del mobilificio che per l'esproprio di un lotto ebbe a che fare con il segretario comunale e con l'allora presidente della Comunità montana. Per quel fascicolo, che non risulta ancora archiviato, Marra è indagato per concussione; corruzione (318 e 319), abuso d'ufficio, falso materiale e millantato credito.
La vicenda dell'esproprio Pezzini è finita nella recente maxi inchiesta della Comunità montana perché Marra - contattato da Attilio Ferrè che gli chiede un parere per il suo terreno - dice all'ex sindaco di Rogolo che l'esproprio era dietro l'angolo e gli ricorda la "fine" fatta dai Pezzini, nell'area industriale di Talamona.
Il senso di quella frase Marra ce lo ha spiegato ieri, quando lo abbiamo contattato per telefono: «E' un esempio quello che ho fatto a Ferrè, perché la vicenda Pezzini è tra le più eclatanti ed eloquenti visto che si sono pronunciati Tar, Consiglio di stato e tribunale civile e le sentenze pronunciate sono state tutte favorevoli al fatto che l'esproprio fosse consentito ed espletato in modo corretto, tanto è vero che le spese sono state poste a carico del ricorrente».
L'ex direttore generale della Cm tiene anche a dire che «in Cm in questi giorni ci sono andato non più di due o tre volte negli ultimi giorni e mi sono fermato per pochi minuti. E in alcune occasioni erano presenti anche il neo segretario e il nuovo presidente... tranquilli, di carte del consorzio zona industriale non ne posso maneggiare. Non sono lì, ma in altri uffici».

l.begalli

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