Lunedì 06 Settembre 2010

Morto in cerca di funghi:
il bosco la sua passione

TORRE «Quando lavorava come autista per la Stps il bosco rappresentava il suo hobby, vi trascorreva tutto il tempo libero, ma da quando è andato in pensione, invece, già parecchi anni fa, il bosco era diventato la sua seconda casa».
Lo assicura Mauro Cao, uno dei tre figli di Anselmo, 77 anni, di Cagnoletti di Torre Santa Maria, tragicamente scomparso nel pomeriggio di sabato dopo una brutta caduta nei boschi del Valdone, alcune centinaia di metri sopra l'abitato di Cagnoletti.
Dove si era portato, come ogni giorno, intorno alle 11, per il consueto giro alla ricerca dei funghi. «Vorremmo proprio che lo evidenziasse nell'articolo - sottolinea Mauro facendosi interprete del pensiero di mamma Pina e dei fratelli Livia e Renato - che per lui il bosco era parte integrante della sua vita. Era malato cronico, se si può dire, di questo andar per boschi. Quando non erano i funghi era la legna, quando non era la legna erano le more, il sambuco, le castagne. Qualsiasi frutto del bosco andava bene. Anche pezzi di legno strani, radici; qui in casa, a Cagnoletti, abbiamo di tutto. Ogni genere di “prodotto” del bosco è qui rappresentato e conservato con venerazione. Il papà era così, non c'era niente da fare. Ogni giorno nel bosco mediamente dalle 11 alle 16.30-17 orario in cui, puntualmente tornava a casa, perché sull'orario di rientro era metodico».
«Sabato pomeriggio, invece, all'ora solita non era ancora rientrato e la mamma, subito, si è messa in agitazione - continua Mauro -. Pensare che anche sabato, come accadeva sempre, tutti i giorni, il papà intorno alle 13 l'aveva chiamata al cellulare per dirle che stava bene e che si apprestava a rientrare. Lo faceva quando raggiungeva una sorta di terrazzamento a 1000 metri di quota da dove, peraltro, anche da casa nostra si può distinguere la persona. La mamma appena lo sentiva andava alla finestra a vedere se lo vedeva e, puntualmente, eccolo su che sbracciava. Tutti i giorni la stessa cosa. Era una bella abitudine che avevano. Purtroppo, però, sabato, in fase di rientro è successa la tragedia. Nessuno ovviamente può sapere cosa sia capitato perché il papà usciva sempre da solo nel bosco, però pare abbia fatto un ruzzolone di circa 100 metri procurandosi parecchie fratture mortali. Un brutto colpo per tutti noi».
«Anselmo era così, un uomo semplice, amico di tutti, votato per la vita del bosco - aggiunge Anselmo Varisto, assessore in comune a Spriana dove oggi, alle 15, verranno celebrati i funerali -, un tempo anche pescatore e cacciatore. Appassionato di funghi fin nel midollo tant'è che non li vendeva mai, assolutamente. Li regalava ai famigliari e a qualche amico dopo averli puliti, fatti seccare, curati nei dettagli. Era un anziano in perfetta forma e si teneva in forma proprio frequentando il bosco dove gli passavano anche certi dolori alle gambe che spesso diceva di accusare».
«E' vero - precisa il figlio Mauro - quando andava nel bosco gli passavano tutti i dolori, chissà come mai… La consolazione per noi è proprio ammettere che è morto facendo quel che più gli piaceva. Tramite il giornale ci sia permesso un doveroso ringraziamento a quanti si sono attivati, sabato sera, per cercarlo. Oltre ad Anselmo Varisto stesso e ad alcuni compaesani, il nostro grazie va al 118, ai Vigili del fuoco, al Soccorso alpino di Chiesa e al Soccorso alpino della Guardia di finanza».

l.begalli

© riproduzione riservata