Venerdì 03 Settembre 2010

Riva: «Sono attacchi politici,
lasciate lavorare il direttivo»

MORBEGNO «Sia dia il tempo a questa Comunità montana di lavorare. Perché se si va avanti di questo passo seguendo esclusivamente la via della battaglia politica non si arriverà da nessuna parte». Italo Riva, sindaco di Talamona che è stato per un mese vicepresidente della Cm  nell'ultima era Passamonti,  interviene così sulla bufera che ha investito - nuovamente - l'ente montano della Bassa Valle.
Il primo cittadino talamonese replica innanzitutto ai nove sindaci dissidenti (quelli che si sono dissociati da subito dalla nuova Cm) di Andalo, Ardenno, Buglio in Monte, Civo, Dubino, Mantello, Morbegno, Tartano e Valmasino secondo i quali l'attuale numero uno della Cm, Alan Vaninetti, dopo la sfiducia del suo sindaco «non ha più nessun titolo per sedere in assemblea della Comunità montana e tanto meno per esserne il presidente», per questo motivo deve «tornarsene a casa». Ma le critiche dei 9 si riferiscono più in generale alla nuova gestione della Cm, che a loro giudizio non  ammette confronto e discussioni con le minoranze a partire dall'assemblea di lunedì 6 settembre dove si parlerà di modifiche allo Statuto e definizione degli indirizzi di partecipazione della Cm in enti, società e consorzi.
«Tutti argomenti che rientrano nella presentazione delle linee programmatiche dell'ente e che sono soggette a discussione proprio in assemblea - dice Riva -. Poi ognuno può legittimamente restare dalla sua parte, contestare, eccetera. Ma prima si lasci dimostrare a questo direttivo di saper lavorare».
Poi il sindaco entra nel dettaglio delle questioni sollevate dai nove colleghi. Partendo dalla questione Statuto. In sostanza il direttivo proporrà in assemblea delle modiche alla "carta comunitaria": a differenza di oggi, la delega dei rappresentanti in Cm sarà esclusivo diritto legittimo del sindaco (e non verrà più lasciata discrezionalità all'assemblea sull'approvazione della delega stessa). Mentre presidente e giunta potranno essere nominati fra i consiglieri di maggioranza comunale anche se non hanno ricevuto la delega di rappresentanza dal sindaco. Dietro questa scelta i nove avanzano il sospetto che si nascondano «leggi ad personam» fatte su misura per il presidente Vaninetti, che proprio in questi giorni ha perso la delega del suo sindaco.
Differente la spiegazione del sindaco Riva. «Capisco che alla luce della revoca di Cosio qualcuno possa avere pensato ad una legge ad personam. Ma non è così: di queste modifiche ne avevamo già cominciato a parlare anche noi nello scorso direttivo ed è una questione che rientra nelle linee programmatiche. In più non è certo una cosa che ha inventato la Cm di Morbegno: è una legge ragionale già esistente che deve solo essere recepita».
Quindi è la volta delle partecipate. Il Consorzio industriale, «che sapevamo benissimo tutti essere destinato chiudere. E certo non chiuderà i battenti dal giorno alla notte: credo sia normale che senza il dibattito e il consenso dei Comuni che ne fanno parte non si vada da nessuna parte. Così come era prevedibile e nota la scomparsa di Eventi valtellinesi, società che dopo la bufera giudiziaria ha perso credibilità e che ha bisogno di essere riorganizzata tenendo in considerazione, qui come altrove, il buono che è stato fatto in questi anni per il rilancio del polo fieristico. Poi, ripeto - conclude Riva -, le battaglie politiche si sono fatte e si fanno anche su questi argomenti, ma si potrebbe almeno lasciare incominciare a muovere i primi passi a questo nuovo ente montano».

l.begalli

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