Venerdì 03 Settembre 2010

Consorzio area industriale:
dure critiche di Ciapponi

Una delle questioni calde che la Comunità montana dovrà affrontare lunedì prossimo in assemblea riguarda il consorzio della zona industriale Morbegno-Talamona, che nella cura dimagrante proposta nelle linee programmatiche del direttivo è destinato a chiudere i battenti. Ma non le polemiche.
«Apprendo con rammarico l'annuncio della Cm sull'eliminazione del consorzio - dice il presidente dello stesso, Giacomo Ciapponi, ex sindaco di Morbegno -. Peccato non se ne  sia discusso prima con i soci, i Comuni di Morbegno e Talamona. Inoltre sapevamo tutti che sarebbe stato oggetto di evoluzioni e cambiamenti, ma da qui fare passare la chiusura del consorzio come un taglio di spesa pubblica ce ne vuole. E ancora. Un po' di informazione non guasterebbe: la Cm non può certo chiudere il consorzio, al massimo può uscirne».
La partecipata della Cm (all'ente il 40%, mentre ai Comuni spetta il 30% delle quote), insomma, era destinata a cambiare, ma quello che non va giù al suo presidente è l'approccio «scarsamente democratico» con il quale l'ente montano ha deciso di affrontare la partita.
«Si è parlato di una nuova era post Passamonti, di una svolta, di un ente votato alla trasparenza e al dialogo. Ma il caso consorzio o quello Eventi valtellinesi parlano proprio del contrario, si è partiti con il piede sbagliato», dice Ciapponi che entra nel dettaglio dell'organismo che gestisce la zona artigianale-industriale della Bassa Valle. «Una realtà - dice - che ha avuto un ruolo storico importante e singolare in tutta la provincia. Da tempo si sapeva che avrebbe dovuto subire un'evoluzione, non solo per le sue mansioni relative all'acquisizione delle aree, ormai esaurite, ma che per la gestione dei due depuratori, di Morbegno e Rogolo, partita che, insieme alla cura degli interventi infrastrutturali, rappresenta il capitolo principale del bilancio del consorzio».
E proprio sulla questione depurazione delle acque il direttivo presieduto da Ciapponi da qualche settimana stava lavorando insieme a Sca a una proposta da girare ai soci.
«Avevamo formato un gruppo di lavoro apposito che ha chiuso i lavori giovedì scorso - precisa -. Alla luce dei cambiamenti in atto a livello provinciale sulla depurazione delle acque abbiamo elaborato una proposta per  rivedere competenze e ruolo del consorzio, destinato inevitabilmente a cambiare pelle. La proposta operativa doveva essere girata ai Comuni e Cm.  Invece abbiamo dovuto, noi e i dipendenti, leggere l'annuncio unilaterale del grande taglio sui giornali».  

l.begalli

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