Venerdì 03 Settembre 2010

Guerra del vetro ai Crotti:
dietrofront a Chiavenna

CHIAVENNA Ordinanza consegnata agli esercizi commerciali a mezzogiorno e rimessa in un cassetto alle 18. Una vera e propria “guerra del vetro” quella scatenatasi ieri a Chiavenna. Colpa di un'ordinanza comunale che stava creando un vero e proprio putiferio tra i commercianti. Il testo, adottato il 27 agosto e distribuito ieri, infatti imponeva il divieto di vendita di contenitori in vetro di qualsiasi tipo e per tutte le attività commerciali durante l'intera durata della Sagra dei Crotti. Un'estensione non indifferente dei vincoli che da anni esistono durante la manifestazione e che riguardavano essenzialmente, e comprensibilmente, i pubblici esercizi: bar e ristoranti. L'ordinanza ha fatto molto discutere tra gli operatori del settore visti gli effetti potenzialmente dirompenti. Chi avesse voluto comprare, ad esempio, acqua minerale in un qualsiasi negozio avrebbe dovuto ripiegare sulla plastica. Ovviamente il divieto valeva anche per gli alcolici, tanto che qualche enoteca della città aveva già deciso di chiudere bottega vista l'impossibilità di lavorare annunciandolo con un cartello (come ha fatto Marino Del Curto, presidente dell'Unione commercio, con tanto di cartello come si vede nella foto). Ancora ieri pomeriggio il presidente dei commercianti cadeva dalle nuvole: «Quando ci è stata presentata l'ordinanza - commentava il presidente mandamentale dei commercianti Davide Levi - abbiamo fatto notare all'amministrazione la situazione. Ci era stato promesso un atto correttivo, perché il rischio è che si creino storture non di poco conto nel caso di un'applicazione rigida della stessa».
Nel pomeriggio probabilmente qualcuno ha fatto notare quanto stava accadendo ed è arrivata la retromarcia. Una nuova ordinanza, distribuita dai vigili urbani dopo le 18 con una vera e propria corsa contro il tempo che si poteva evitare visto che il precedente provvedimento risaliva ad una settimana, ha spostato i limiti del divieto riducendolo alla fascia oraria dalle 19 alle 24.
Non è questo l'unico fronte polemico apertosi ieri. Nei giorni scorsi era arrivata l'ordinanza di chiusura anticipata alle 24 per bar e ristoranti durante tutta la manifestazione. Chiusura sollecitata dalla Questura. Prevedibile ieri la reazione del rappresentante dei pubblici esercizi nel Comitato Sagra Graziano Baldovin: «L'orientamento maggioritario dei bar è fortemente negativo. Personalmente ritengo che questa ordinanza sia il frutto della decisione sbagliata di allungare la Sagra a sette giorni e tagliare il sabato sera. L'amministrazione non deve scaricare la responsabilità di scelte che derivano da sue decisioni sulla Questura o il prefetto. Ci auguriamo che, come richiesto, almeno per il secondo weekend di Sagra ci sia un ripensamento e che per le serate di venerdì e domenica tutto torni come prima. Siamo in un momento economico molto difficile e minori introiti ovviamente danneggiano in primo luogo la nostra categoria, ma ci si accorge facilmente che a perderci è tutto il sistema economico della città. Le decisioni prese penalizzano i pubblici esercizi, ma anche le associazioni di volontariato costrette ad un surplus di lavoro a fronte di introiti tutt'altro che sicuri. Penalizza anche una grossa fetta di chiavennaschi e turisti. Non mi risulta, ad esempio, che ci siano molti giovani contenti di queste decisioni».

l.begalli

© riproduzione riservata