Venerdì 03 Settembre 2010

Casa di riposo, a Bormio
firme per avere certezze

BORMIO Sono 46 firme in rappresentanza di numerosi altri cittadini. Chiedono lumi sul progetto di riqualificazione della casa di riposo “Villa del sorriso” di Bormio, in special modo sul progetto “Pedrana” - in quanto caldeggiato dall'ex assessore -, ovvero quello riguardante la riqualificazione dello stabile esistente e la realizzazione ex novo di un altro corpo a fianco dell'attuale. Una lettera aperta, senza alzare i toni e senza polemiche, ma nella quale i cittadini esprimono le proprie preoccupazioni e perplessità sul progetto.
L'hanno indirizzata al commissario prefettizio Luigi Scipioni, e per conoscenza, al presidente della fondazione che gestisce la casa di riposo Arnaldo Bortolotti. Sono 46 le firme allegate in calce al documento, 46 persone che abitano e/o lavorano negli edifici siti nell'area circostante la casa di riposo e precisamente lungo le vie Don Angelo Moltrasio, San Sebastiano, Pietro Pedranzini, Rinascimento, Montello e Cincinnato e capitanati da Giulio Zanoli, 46 cittadini che hanno chiesto al commissario di conoscere e valutare lo studio di fattibilità e il piano economico-finanziario relativi al progetto di riqualificazione presentato da Pedrana.
«Non è nostra intenzione - hanno tenuto a precisare nella missiva indirizzata al commissario - interferire nelle attività e nelle scelte decisionali riguardanti la casa di riposo che, ovviamente, sono di sua esclusiva competenza e non intendiamo esprimere, in questa sede, giudizi favorevoli o contrari alla realizzazione di un'opera così rilevante e complessa perché non disponiamo, al momento, di informazioni e di dati certi per poter dare valutazioni serie e ponderate sui progetti via via presentati nel tempo». L'obiettivo, alla luce delle voci più varie e disparate, è solo quello di conoscere l'iniziativa in quanto i «sottoscritti sono tra i soggetti più direttamente coinvolti dall'impatto acustico, economico e sociale che la realizzazione del progetto comporterà in generale sulla città di Bormio e, segnatamente, sull'area in cui noi abitiamo e/o lavoriamo».
Ma non è tutto. Sembrerebbe che l'idea di Pedrana sia stata considerata l'unica percorribile: per questo i firmatari vogliono vederci chiaro ed anticipano quantomeno le perplessità sul fatto che i lavori di costruzione di un nuovo corpo possano essere fatti senza dover allontanare gli ospiti che necessitano di tranquillità e quiete che mal si sposano con l'allestimento di un cantiere edile. Tra l'altro «il progetto Pedrana - hanno scritto i cittadini - comporterà sicuramente un notevole incremento di volumetria edificata in una zona della città molto popolata e congestionata».
Per quanto riguarda la scadenza del 31 dicembre 2011 (termine ultimo per gli adeguamenti ai fini di non perdere gli accreditamenti della Rsa) i firmatari hanno espresso il loro «rammarico per il fatto che il problema da quasi un decennio si sia trascinato fino ad ora senza essere inspiegabilmente mai risolto. I sottoscritti - si legge nella lettera - si augurano che la scelta dell'insediamento dell'edificio cada su di un'area che non presenti “complessità” dal punto di vista realizzativo dell'opera, in modo da consentire pienamente l'impiego di tecniche costruttive all'avanguardia che riducano i tempi d'edificazione e, non ultimo, gli inevitabili disagi».
Quello che è chiaro è che i cittadini non vogliono risolvere il problema della casa di riposo spostandolo da una parte all'altra della città ma, più semplicemente, invitano tutti «a considerare con la massima attenzione le diverse soluzioni progettuali valutandole soprattutto in termini di costi e benefici per gli ospiti della casa di riposo e per i cittadini».

l.begalli

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