Mercoledì 01 Settembre 2010

«Una situazione scandalosa,
Vaninetti lasci la presidenza»  

MORBEGNO Tornano alla carica i nove sindaci dissidenti (quelli che si sono dissociati da subito dalla nuova Cm) cioè Andalo, Ardenno, Buglio in Monte, Civo, Dubino, Mantello, Morbegno, Tartano e Valmasino. Secondo loro le cose sono chiare: Alan Vaninetti «non ha più nessun titolo per sedere in assemblea della Comunità montana e tanto meno per esserne il presidente», per questo motivo deve «tornarsene a casa».
Certo si tratta di una lettura soprattutto politica della faccenda, ma gli amministratori locali attraverso una serie di argomentazioni invitano tutti - colleghi e opinione pubblica - a prendere posizione sul caso Cm. «La cronaca di queste ultime ore ci racconta che il sindaco di Cosio, Fausta Svanella, ha formalizzato la revoca della delega conferita ad Alan Vaninetti che non ha dunque più nessun titolo per esserne il presidente - dicono i sindaci -. Più o meno nelle stesse ore i  consiglieri della Cm hanno ricevuto una convocazione per un'assemblea da tenersi il prossimo 6 settembre con due argomenti all'ordine del giorno: modifiche allo Statuto e definizione degli indirizzi di partecipazione della Cm in Enti, Società e Consorzi. Del terzo evento di questa giornata è stato possibile venire a conoscenza tramite la stampa: Eventi Valtellinesi sarà chiusa, insieme con il Consorzio per l'area Industriale».
Da qui partono per attaccare il nuovo corso della Cm. «La direzione presa dalla Comunità montana ha delle caratteristiche di gravità e anomalia tali da imporre una presa di posizione da parte dei sindaci e, più in generale, dell'opinione pubblica. Riteniamo sia gravissimo che un presidente ormai palesemente delegittimato non senta il dovere morale di tornarsene a casa e, anzi, creda di avere il diritto di deliberare su modifiche statutarie, la cui natura resta tra l'altro ancora sconosciuta ai più poiché - in maniera del tutto irrituale - esse sono state delineate senza alcun coinvolgimento e, manco a dirlo, senza la costituzione di una commissione apposita».
Per i sindaci c'è puzza di bruciato e le variazioni dello statuto servirebbero solamente per fare restare il presidente lì dov'è, nonostante gli sia stata tolta la delega dal suo sindaco quale rappresentante nell'ente montano.
«Il tutto lascia presupporre che le modifiche siano finalizzate al mantenimento di un ruolo attualmente delegittimato - affermano i nove -. Sarà anche questa una legge ad personam? Riteniamo scandaloso dover leggere sui giornali, come fosse una decisione già assunta, quello che l'assemblea dovrà decidere; così come riteniamo vergognoso che i dipendenti della società Eventi Valtellinesi si trovino di fronte ad una tale mancanza di rispetto dei loro diritti, di persone e di lavoratori». E ancora: «Si entra, con i fatti di questi giorni, in una fase molto delicata, dove ogni sindaco è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. In questo momento, dove più probabili si fanno i colpi di mano, in una situazione caratterizzata da assoluto spregio delle più elementari regole del diritto amministrativo e della buona prassi politica, torniamo a rivolgerci ai nostri colleghi sindaci affinché sia possibile riprendere il filo di quel dibattito bruscamente interrotto in luglio. Si rende indispensabile trovare delle convergenze per l'individuazione di figure che possano - per esperienza, capacità e disponibilità - superare gli steccati che oggi ci dividono per avviare la Comunità montana di Morbegno su un percorso nuovo».  

l.begalli

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