Mercoledì 01 Settembre 2010

Viaggi in piedi sui bus:

un genitore si arrabbia

CHIAVENNA «Studenti trattati come bestiame». Arriva da un genitore che si definisce “arrabbiato”, ma anche da un addetto ai lavori, visto che ricopre il ruolo di agente di Polizia locale in un comune della Valle, la denuncia dello stato in cui i ragazzi sono costretti a viaggiare per andare e tornare da scuola: «Fra pochi giorni avrà inizio il nuovo anno scolastico - si legge nella lettera recapitata al giornale in questi giorni - e gli alunni delle scuole superiori di 2° grado, i cui primi due anni sono divenuti obbligatori, saliranno sui bus della Stps che effettuano il servizio di linea. Si parla tanto di sicurezza stradale, vedi la modifica al Codice della Strada recante “disposizioni in materia di sicurezza stradale” con tolleranza zero per alcol e droga ed inasprimento di sanzioni per taluni comportamenti di guida, dimenticandosi però della sicurezza delle persone trasportate sugli autobus di linea, in particolare degli studenti. Infatti il codice della strada all'art. 172 recita che “ tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, degli autobus devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti”. Quindi se ne deduce che le persone che trovano posti a sedere sono obbligati ad indossare le cinture di sicurezza, e fin qui tutto bene».
In provincia, però, la situazione sarebbe diversa: «Poi si scopre che gli autobus sono omologati a trasportare oltre a quelle sedute fino a 22 persone in piedi, nel corridoio; tale possibilità si può evincere dal cartello ben visibile posto dietro all'autista del bus e dalla carta di circolazione del veicolo. Ora come genitore mi chiedo: ma di quale sicurezza vogliamo parlare? Se dovesse verificarsi una brusca frenata, oppure un tamponamento cosa succederebbe? I 22 passeggeri trasportati in piedi, rischierebbero di essere sbalzati all'esterno del vetro parabrezza con tutte le conseguenze connesse».
Parla di “situazione normale”, invece, la società di trasporti: «La possibilità di trasportare persone in piedi rientra perfettamente nelle norme - spiegano dalla società pubblico-privata sondriese - tanto è vero che proprio in questi giorni abbiamo immatricolato un nuovo mezzo che prevede questa possibilità. L'obbligo di utilizzare le cinture era stato introdotto alcuni anni or sono ma poi eliminato. Può accadere che persone viaggino in piedi, ma il problema non riguarda ragazzi grandi, ma bambini che nel caso, comunque, possono essere accompagnati. Invece di lamentarsi del servizio i genitori dovrebbero educare meglio i propri figli perché ogni anno siamo costretti a spendere cifre ingenti per riparare i danneggiamenti che causano sui mezzi».

l.begalli

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