Martedì 31 Agosto 2010

Grosio, scritta fascista
bombardata di rosso

GROSIO Prosegue il tiro al bersaglio contro le scritte sul palazzaccio di Grosio. Da alcuni giorni una chiazza di vernice rossa copre la scritta di epoca fascista. Sembra una macchia di pomodoro su una tovaglia. Prima ancora era stata colpita la scritta “vergogna” realizzata dai due nonni partigiani grosini la notte dello scorso 25 luglio.
Allora, come dimostrerebbero le immagini della telecamera posta sul municipio, fu gettato un palloncino pieno di vernice sulla parete del palazzo che durante il periodo fascista aveva ospitato le Bande Nere. Le due macchie sono simili e quindi anche la tecnica di realizzazione dovrebbe essere stata la stessa. Come le telecamere hanno ripreso l'uomo tozzo e di bassa statura che da un paio di metri di distanza ha lanciato il palloncino pieno di vernice come fosse una bomba a mano contro la facciata iscritta, potrebbero aver immortalato anche l'untore che ha scelto il rosso. L'utilizzo della vernice rossa potrebbe essere simbolica e testimoniare il colore politico di chi l'ha realizzata.
Chi passa nella piazza alza gli occhi verso la facciata e vede l'ultima imbrattatura. Se si trattasse di una prova di colore di un'esercitazione di educazione artistica su un foglio da disegno potrebbe essere anche apprezzabile l'accostamento dei colori, ma visto che invece si tratta della piazza principale del paese, averla scambiata per la tela di una quadro non va bene in quella materia che si chiama educazione civica.
Una cosa è certa: la gente di Grosio è stufa di tutti questi episodi e non vede l'ora che la vicenda abbia una conclusione. Per non farla diventare una questione troppo seria adesso si è scatenata la burla ed escono le ipotesi più inverosimili. Per non scontentare nessuno né partigiani né fascisti la soluzione più fantasiosa proposta è senza dubbio quella di mettere una copertura mobile sulla facciata e chi volesse guardare le scritte lo potrebbe fare inserendo un gettone in un dispositivo che farebbe alzare per qualche secondo la tendina.
C'è anche chi pensa alle casse comunali che andrebbero toccate nel caso abbastanza reale che si provveda alla pulizia dell'intera parete: «Io sono disposto anche a lavorare gratis e rifare la facciata del palazzaccio - afferma uno stagionato operaio - a patto che i due nonni partigiani siano condannati per quanto hanno combinato». Neanche fossimo a Napoli i più buontemponi hanno anche provveduto a cambiare il significato di Anpi, trasformandola dall'originario significato di Associazione nazionale partigiani italiani ad Associazione nazionale pittori e imbrattatori in virtù delle performance artistiche dei nonnini imitatori di Cipriano Valorsa, il maggior pittore della storia grosina. Uno che gli affreschi non li lasciava anonimi.

l.begalli

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