Sabato 07 Agosto 2010

Bormio, turista sconvolto
dal muro: "Uno scempio"

BORMIO -Uno «scempio». Simile a quello compiuto a Como con il discusso muro anti-esondazione, costruito sul lungolago e di seguito abbattuto per le proteste dei cittadini. Torna a fare discutere la barriera che si sta alzando a Bormio lungo le sponde del torrente Frodolfo per contenere un'eventuale esondazione. Dopo i residenti e Legambiente, a puntare il dito contro l'intervento sono i turisti in vacanza in Alta Valle. «Vengo qui da 40 anni» racconta Angelo Cozzi, proprietario di una seconda casa a Bormio. Dal 1971 appena può “scappa” da Legnano, dove vive, per godersi le montagne valtellinesi. «Sono arrivato sabato scorso e mi sono trovato la “sorpresa”. Quando ho visto il muro mi è venuto un colpo. Volevo piangere» dice. In particolare, Cozzi si chiede come possa essere stata autorizzata un'opera che cambia totalmente fisionomia al paesaggio, togliendo il fiume alla vista, anche se motivata da ragioni di sicurezza. «Spesso le brutture vengono malamente giustificate dalla necessità di dover realizzare progetti sostenibili sotto l'aspetto tecnico ed economico - riflette il turista milanese -. Ma, in questo caso, la sensibilità verso la natura avrebbe dovuto suggerire soluzioni alternative, in modo da mitigare l'impatto ambientale negativo della “muraglia” lungo la sponda del Frodolfo». Fa notare Cozzi, villeggiante di lungo corso in Alta Valle, dove si sente oramai come a casa: «Il “muro” non è un problema soltanto locale, ma anche dei turisti e di chi frequenta Bormio - dice -. Come è successo a Como, dove alla fine la vicenda della barriera anti-esondazione è diventato un caso di ribalta nazionale. C'è un aspetto ambientale che deve essere assolutamente salvaguardato, a prescindere da giudizi di tipo tecnico». Ora Cozzi si chiede che cosa sia ancora possibile fare, per fermare quello che non esita a definire uno «scempio».
«Sono andato in Comune, per parlare con il sindaco, ma mi hanno detto che è stato commissariato - spiega -. Almeno lì avrei fatto presente le mie ragioni, che sono quelle di un turista che ama Bormio e che soffre nel vedere che si permettono simili brutture. Sinceramente non so che cosa altro si possa fare, forse presentare un esposto come privato cittadino... ci penserò, ma intanto mi sembrava corretto rendere pubblico lo sconforto che ho provato arrivando a Bormio e trovandomi davanti questo obbrobrio». Innanzitutto per non lasciare cadere il dibattito e stimolare una riflessione. Anche pubblica.
«E' bene interrogarsi sulle conseguenze di opere come questa. Ragiono da turista e dico: parto da Milano per stare in mezzo la natura, ma se poi arrivo qui e trovo ancora cemento, chi me lo fa fare di venire? Non capisco».

m.colombera

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