Sabato 31 Luglio 2010

Chiavenna, gli albergatori
fuori dal Consorzio turistico

CHIAVENNA L'Associazione Albergatori della Valchiavenna fuori dal Consorzio Turistico tra le polemiche. Si è risolto con un voto, a larga maggioranza, del consiglio direttivo la lunghissima vicenda che da mesi vedeva su fronti contrapposti il vertice del sodalizio guidato da Franco Moro e diretto da Federico Scaramellini e la giovane associazione di operatori turistici capitanata da Mario Saligari. Oggetto del contendere, l'adesione dell'associazione al consorzio.
Qui le letture delle due parti non potrebbero essere più diverse. L'unica cosa in comune i toni duri, segno che la frattura sarà difficilmente riparabile: «Il Consorzio di Promozione turistica della Valchiavenna ha respinto la richiesta di adesione formulata dall'Associazione Albergatori. La decisione è stata presa mercoledì al termine del direttivo dell'ente turistico. Con una larghissima maggioranza, il consiglio ha deciso di negare l'ingresso dell'associazione, spiegando di non poter accogliere al proprio interno un'organizzazione che sul territorio si pone con un ruolo concorrenziale rispetto al consorzio stesso». Concorrenza, insomma, ma anche secondo il consorzio la ricerca di un ruolo paritario per i soci dell'associazione rispetto agli albergatori non soci ma aderenti al consorzio. Sono tre, infatti, i fronti per quanto riguarda le strutture ricettive. Gli iscritti all'associazione e non al consorzio, gli iscritti al consorzio e non all'associazione e gli iscritti ad entrambi i sodalizi. «Impossibile - si legge nella nota diffusa ieri dal Consorzio Turistico - giungere ad un accordo con l'organizzazione degli albergatori, che intendeva pagare una sola quota associativa e far beneficiare i propri iscritti di tutti i servizi erogati del Consorzio, includendo anche le attività che avevano rinunciato alla partecipazione al Consorzio stesso».
Una lettura che non collima per nulla con quella di Saligari: «L'esistenza dell'associazione ha dato fastidio da subito alla dirigenza del Consorzio. Una classe dirigente che in valle non ama essere contraddetta, ama dividere, seminare disaccordo. La tenacia che contraddistingue il mio modo di operare mi induce a proseguire nel rappresentare sempre meglio i miei colleghi ai quali chiedo un ulteriore sforzo di unità affinché l'ipocrisia e il “divide et impera” non abbiano il sopravvento». Anche sulle richieste dell'associazione le versioni sono contrastanti: «Non chiedevamo pari trattamento, ma solamente che lo spazio, nemmeno linkabile, destinato all'associazione sul portale del consorzio fosse quello destinato alle altre strutture alberghiere. Siamo, eravamo, soci anche noi visto che l'associazione ha pagato la quota di adesione». Ultimo punto, davvero curioso, il ruolo di Saligari. Per lo statuto del consorzio il presidente dell'associazione albergatori continuerà a fare parte del consiglio direttivo del consorzio almeno fino alla prossima assemblea, nonostante non sia più socio né come singolo albergatore né in rappresentanza dell'associazione che guida. Un vero e proprio pasticcio.

l.begalli

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