Mantello, l'imprenditore Ferrario
"Contro la 'ndrangheta serve aiuto"

Il titolare della Valena costruzioni si è trovato coinvolto nella maxi-inchiesta lombarda che ha portato all'arresto di trecento persone e al recupero di diversi milioni di euro. La sua colpa è stata aver dato un subappalto alla Perego General Contractor

Mantello, l'imprenditore Ferrario Contro la 'ndrangheta serve aiuto
MANTELLO - "Il problema delle infiltrazioni mafiose è estremamente grave e l'imprenditore da solo non riesce a risolverlo. C'è bisogno della collaborazione di tutti: dei giudici, che hanno fatto un lavoro davvero straordinario; dell'Unione industriali e di categoria; dei sindacati; della politica". A una settimana dalla maxi operazione contro la ‘ndrangheta al Nord, che ha portato all'arresto di 300 persone e al sequestro di beni per decine di milioni di euro, fa sentire la sua voce Mauro Ferrario, amministratore della Valena Costruzioni, la ditta di Mantello impegnata nel cantiere della nuova statale 38 che ha dato in subappalto parte dei trasporti alla lecchese Perego General Contractor, al centro dell'inchiesta della procura di Milano. L'imprenditore valtellinese parla e racconta con precisione come è stato «agganciato» dai dirigenti della Perego - una delle ex maggiori imprese lombarde nel settore dei trasporti terra, prima di diventare «uno zombie a disposizione delle esigenze e degli interessi della componente ‘ndranghetista» come si legge negli atti dell'inchiesta - e come, grazie all'intervento dei giudici, la mafia non è riuscita a mettere le mani sul cantiere della nuova 38.
"Quando abbiamo acquisito il lavoro, un anno e mezzo fa, la Perego Strade (diventata Perego General Contractor dopo il “salvataggio” della ‘ndrangheta attraverso Salvatore Strangio, finito in carcere con l'amministratore della società Ivano Perego per associazione mafiosa) era un'azienda rispettabile, con 200 dipendenti e 120 camion da impiegare nel movimento terra - spiega Ferrario -. Per questo quando sono stato contattato dal presidente, Ivano Perego, che mi era stato presentato da un collega imprenditore di Sondrio, ho cominciato a trattare per affidare i trasporti alla società, che risultava perfettamente in regola con i requisiti ed era, in quel momento, un'impresa leader in Lombardia. La proposta era estremamente interessante, perché l'impresa era in grado di fornire da sola dai 12 ai 15 camion su una quarantina che ne servivano». Ma la verità è stata poi una ben diversa, come ha scoperto il titolare della Valena.

© RIPRODUZIONE RISERVATA