Martedì 13 Luglio 2010

La "liberazione" del Lesina
approda su internet

DELEBIO - «Il torrente Lesina è innocente! Lesina Libero. Sostieni anche tu la causa» e sotto l'indirizzo www.lucavitali.altervista.org a cui rivolgersi per conoscere tutti i dettagli di una storia che continua a far discutere.
L'avviso è stato piazzato sull'inferriata che da circa un anno ha chiuso irrimediabilmente l'accesso alle pozze di Torrazza, in cima al paese dove, soprattutto in questo periodo dell'anno, trovavano refrigerio i delebiesi.
Il Lesina era il rifugio dalla calura dei pomeriggi estivi per le mamme e i bambini, ormai liberi dagli impegni scolastici. Un luogo magico scelto dalle giovani coppiette, dai proprietari dei cani, dalle compagnie di ragazzi che dalle rocce e dal secondo briglione facevano le gare di tuffi. Anche per molti impiegati e operai di ritorno dal lavoro, il giro in Torrazza, da dove soffia perenne una fresca brezza di monte, era praticamente d'obbligo. Da più di un anno tutto questo non c'è più e la protesta, come accade sempre più spesso oggi, è sbarcata in Internet, su Facebook dove non solo è stato aperto un forum, ma anche la possibilità di aderire alla causa per la liberazione del Lesina.
In questi giorni, complici le temperature roventi, sono in molti, nonostante il divieto, a scavalcare il cancello per godersi la frescura del Lesina. Lo fanno a proprio rischio e pericolo, ma parlare adesso di apertura del passaggio pedonale, come chiedono in molti, è impossibile per una questione di assunzioni di responsabilità.
«A tutt'oggi il Comune non ha ancora in mano le chiavi dei due cancelli - afferma il sindaco di Delebio, Marco Ioli - c'è ancora un cantiere aperto, seppure più a nord, però fino a quando la Comunità montana non avrà concluso i lavori, noi abbiamo le mani legate. Chi scavalca l'inferriata lo fa assumendosi le sue responsabilità, capisce che se dovessimo decidere di aprire, quella responsabilità ricadrebbe automaticamente sul sindaco».

s.baldini

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