Sabato 10 Luglio 2010

Liberi Marra e Gusmeroli
E Barona è ai domiciliari

MORBEGNO Il Riesame di Milano ha deciso: Salvatore Marra e Franco Gusmeroli sono liberi come l'aria, dopo aver fatto quasi un mese ai domiciliari. L'ex sindaco di Cercino, Renzo Barona, potrà invece lasciare il carcere di Como per fare rientro nella sua abitazione (e ieri non sono mancati gli applusi al suo rientro a casa, del resto molti cittadini da noi intervistati non avevano fatto mistero del loro sostegno): il tribunale del Riesame per lui ha disposto la misura dei domiciliari, ma gli ha fatto divieto di usare telefoni, internet e di parlare con persone che non siano i suoi familiari. Per Giacomino Rebuzzi nulla è dato sapere, ma salvo una sorpresa dell'ultima ora è logico supporre che per lui niente cambia.
Il Tribunale della Libertà ha quindi deciso, dopo le istanze presentate dalla difesa che puntava - appunto - alla revoca degli arresti disposti dal Gip ed eseguiti lo scorso 15 giugno, nell'ambito di quella che la cronaca ha ribattezzato "Cm Connection".
Dei sette arrestati, dunque, in carcere restano solo l'ex presidente della Comunità montana Silvano Passamonti - che ieri ha ricevuto la visita dei familiari a cui ha espressamente chiesto di poter incontrare un cappellano - e Luca Spagnolatti, l'ex manager di Eventi Valtellinesi. Ai domiciliari restano invece l'ex vice presidente della Cm Giacomino Rebuzzi e l'ex sindaco di Cercino Renzo Barona (oltre a Simona Vitali scarcerata con il primo "giro" di udienze).
Il collegio giudicante (presieduto dal giudice Paolo Nicara, giudice Maria Rosa Busacca, relatore Carla Galli) ha così accolto le tesi dei tre avvocati difensori - Alberto Gerosa (Barona), Giovanni Spadea che difende Gusmeroli e con Maurizio Gerosa anche Salvatore Marra (Rebuzzi è invece difeso in via esclusiva da Maurizio Gerosa) -, ma ha pure confermato quello che in gergo viene finito "l'impianto accusatorio" (sostenuto a Milano dal Pm Stefano Latorre), quindi le ipotesi di reato che il Gip ha previsto nella sua poderosa ordinanza.
Gli avvocati attendono ora di leggere le motivazioni della sentenza del Tribunale del Riesame che quasi certamente è entrato più nel merito più del filone legato all'"operazione Cercino", che non in quello della Comunità montana e di Eventi Valtellinesi. Questo spiegherebbe perché la posizione di Rebuzzi (accusato di concorso in truffa per le manifestazioni della fiera del Bitto e della protezione civile date in gestione a Eventi) non sia stata modificata.
Al direttore generale Salvatore Marra era infatti contestato un solo episodio di concussione (anche se per la Procura è il più grave) e non le vicende legate al filone dell'ente montano da cui peraltro è decaduto con le dimissioni di Passamonti da presidente della Cm. Lo stesso episodio che ha messo nei guai l'ex segretario di Cercino Franco Gusmeroli (a proposito, anche lui si è dimesso dall'incarico): quello dell'ex sindaco di Rogolo Franco Ferrè, che ha ceduto amichevolmente il suo terreno incassando soldi sia dal Comune che dalla Vimos solutions (come legalmente previsto da una convenzione). A Marra, Ferrè si era rivolto per saperne di più (erano amici dal tempo in cui il direttore generale era segretario comunale a Rogolo) e lui lo aveva caldamente consigliato di vendere subito per evitare l'esproprio. Insieme a Gusmeroli (anche lui accusato di concorso in concussione), Marra era andato a casa del Ferrè e gli aveva fatto firmare due compromessi: uno per la cessione amichevole del terreno al comune - poi liquidato con un mandato di pagamento - e l'altro destinato alla Vimos solutions, incaricata dalla finanziaria del Galperti di recuperare i terreni necessari ad edificare il capannone (50mila metri quadrati). I soldi della Vimos al Ferrè glieli diede Marra, con un assegno che gli consegnò giorni dopo in un bar (l'inchiesta su questo punto deve ancora fare luce su alcuni dettagli, come ad esempio da chi proveniva quell'assegno).
Anche la linea difensiva dell'ormai ex segretario comunale Franco Gusmeroli è simile e si discosta solo per precisare che Gusmeroli agì per solerzia, non per altri interessi. L'avvocato Spadea ha poi giustificato il regalo che Passamonti fece a Gusmeroli (un costoso orologio) non certo per "pagare" prestazioni del segretario, ma per farsi bello - sotto Natale - riciclando un regalo avuto da Galperti.
Sia Marra che Gusmeroli - altro fatto rilevante - non vengono mai tirati in ballo da Galperti che non nomina neppure la Vitali (e per questo è stata scarcerata nei gironi scorsi). Anche l'ex sindaco di Cercino risulta "slegato" dall'asse Galperti-Passamonti. Nemmeno lui figura, infatti, tra le persone nominate dall'imprenditore che a Piusssogno ha realizzato una "cattedrale di cemento", come ha definito il Gip Pietro Della Pona quel capannone da 18mila metri quadrati.
Barona (accusato di concorso in corruzione e concussione) avrà certamente dato una mano a Passamonti, nel senso che ha favorito l'allora presidente della Cm nella messa a punto del suo progetto (quello di realizzare il capannone modificando il piano regolatore attraverso un piano di insediamento produttivo), ma non ha per questo intascato denaro o ricevuto favori. Di questo, infatti non c'è prova nell'inchiesta che dipinge Barona più come un sindaco facilone che non un amministratore corrotto. E il difensore non ha neppure tentato di entrare nel merito dell'inchiesta, ma ha puntato tutto sul fatto che ormai Barona non può in alcun modo inquinare prove o reiterare il reato.
«C'è troppo materiale, nel lavoro della Procura - afferma il legale di Barona, Alberto Gerosa - perché si possa fondatamente contestare che esistessero ragioni legittimanti un approfondimento inquisitorio della posizione contestata al mio assistito. Si discuterà al processo se quanto è emerso dimostri davvero coinvolgimenti illeciti, o non sia piuttosto il frutto di quella dedizione al bene della comunità che il sindaco Barona ha sempre posto alla base delle sue difese: certo però non si può biasimare l'operato degli inquirenti nell'indagare la posizione che gli si contesta, e ciò nel suo stesso interesse, così offrendogli l'occasione si allontanare per sempre le ombre che si erano allungate sulla sua amministrazione». Infine Rebuzzi, ex assessore e vice presidente in Cm. Probabilmente - ma è solo una logica supposizione - il Riesame lo ha lasciato ai domiciliari perché la sua posizione non è legata a quella di Cercino e di Galperti, che con il suo interrogatorio ha consentito di mettere dei paletti all'inchiesta. No, Rebuzzi è legato al filone della Cm e delle delibere approvate dall'allora direttivo che consentirono di "appaltare" a Eventi la gestione delle manifestazioni che - secondo l'accusa - permisero a Passamonti e a Spagnolatti di "gabbare" la Regione. Un ragionamento che fila, tranne il fatto che anche Marra dovrebbe essere coinvolto in tutto questo, essendo il direttore generale. Ma non lo è.

l.begalli

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