Giovedì 08 Luglio 2010

Passamonti e Spagnolatti
rimangono in carcere

MORBEGNO Passamonti e Spagnolatti rischiano di passare questa torrida estate "al fresco". Dietro le sbarre, insomma.
Anche la Vitali non può cantar vittoria: sarà una "gabbia" dorata la sua, ma gli arresti domiciliari a Berbenno - per ora - non glieli toglie nessuno anche se sperava in una misura ancora nemmeno restrittiva.
Il tribunale del Riesame - o del "rigetto" come ama chiamarlo l'avvocato Giammarco Brenelli che difende Passamonti e Spagnolatti con l'avvocato Maurizio Gerosa - oggi si è finalmente pronunciato, confermando le richieste del Pm Stefano Latorre e respingendo quelle della difesa che puntava sulla scarcerazione dei tre o in subordine sugli arresti domiciliari.
Non ha pesato molto - dunque - il fatto che Silvano Passamonti e Luca Spagnolatti, una volta arrestati, si siano dimessi dai loro incarichi (per la verità Passamonti risulta ancora vice presidente Aler), dimostrando di non aver modo di reiterare i reati o di occultare le prove.
Si mette male, dicevamo.
Anche per gli altri quattro arrestati che domani mattina si troveranno davanti al Riesame: il direttore generale Salvatore Marra, il segretario comunale di Cercino Franco Gusmeroli, l'ex vice presidente della Cm Giacomino Rebuzzi e l'ex primo cittadino di Cercino Renzo Barona.
I giudici di Milano hanno di fatto confermato l'ordinanza del Gip Pietro Della Pona. Non solo. Il quadro indiziario dipinto dalla procura è stato condiviso dal collegio giudicante che ha convalidato pure le esigente probatorie e cautelari per tutti e tre gli arrestati.
Ora alla difesa di Passamonti, Spagnolatti e Simona Vitali non resta che puntare alla Cassazione, ma ci vorrà davvero molto tempo - forse anche mesi - prima di un pronunciamento.
Che fare, allora?
«Attendiamo di leggere la motivazione - afferma l'avvocato Giammarco Brenelli - perché riteniamo che sulla configurabilità del reato si possa iniziare un'analisi più serena dei fatti: diciamo che le ipotesi di concussione e truffa sono configurate in modo..."vaporoso"».
Sarà, ma questo pronunciamento rafforza la posizione della procura di Sondrio che si attende dai tre una cosa sola: cambiare strategia, vuotare il sacco, o almeno tentare di collaborare. Solo con queste premesse pare logico supporre che un'istanza di arresti domiciliari riformulata davanti al Gip potrà sperare di essere accolta.

l.begalli

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