Martedì 06 Luglio 2010

La difesa: «Ma fu solo
un'operazione politica»

MORBEGNO Da Milano si attende la sentenza del tribunale del riesame che deve pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione per Passamonti, Spagnolatti e Vitali (che da alcuni giorni ha ottenuto gli arresti domiciliari), intanto a Morbegno gli avvocati si preparano per giovedì quando si dovrà decidere delle sorti degli altri quattro arrestati: Salvatore Marra, Franco Gusmeroli e Giacomino Rebuzzi (ai domiciliari) e dell'ex sindaco di Cercino Renzo Barona, ancora detenuto nel carcere di Como. Per lui il suo legale Alberto Gerosa ha presentato anche richiesta di dissequestro dei beni. Lo stesso farà Giammarco Brenelli per i 220mila euro trovati in casa a Passamonti il giorno dell'arresto.
A parte Rebuzzi - chiamato in causa per il filone relativo ad Eventi Valtellinesi e quindi per le delibere approvate in Cm (era vice presidente all'epoca) - il filo che unisce tutti gli altri ha un nome: Cercino. E due ipotesi di reato: concussione (per Marra, Gusmeroli, Barona, Vitali e naturalmente Passamonti) e corruzione (contestata a Passamonti, Vitali, Barona e Galperti).
Un'operazione politica, quella del capannone della Galperti che si è "fagocitato" 50mila metri quadrati di fondovalle (un'operazione da circa 20 milioni di euro) condotta «per il bene della collettività - questo sostiene la difesa - che va letta tenendo conto del contesto in cui è avvenuta».
Per l'accusa, invece, gli indagati hanno abusato dei loro poteri «ingenerando nei proprietari dei terreni il timore - reale, concreto, date le circostanze - di subire un esproprio strumentalmente prospettato», e hanno indotto i cittadini a promettere indebitamente a Simona Vitali - e quindi alla Officine Galperti, cessionaria dei contratti preliminari - «la vendita dei terreni a un prezzo vile rispetto al reale valore degli stessi, in regime di libera e non coartata contrattazione».
Per il Gip Pietro Della Pona che ha scritto le 167 pagine di ordinanza, dunque, non è importante che ci sia un patto delittuoso per parlare di corruzione: basta che un pubblico ufficiale commetta un'ingerenza, approfittando del ruolo istituzionale ricoperto, anche se poi gli atti sono formalmente regolari e ineccepibili.
«A mio parere - sostiene Alberto Gerosa, avvocato dell'ex sindaco di Cercino - si pone l'accento su condotte che in realtà sono normali e ricorrenti nella dialettica politica e nella gestione quotidiana, soprattutto se si considerano le realtà locali, ovvero quelle dei nostri piccoli comuni». Come a dire, a Cercino - paesone di nemmeno 700 anime - tutti si conoscono, ed è normale che in sindaco venga contattato direttamente dai suoi cittadini su una questione così importante come i terreni. E' anche normale che vada in casa loro. E forse lo è pure il fatto che si faccia dire da un Passamonti come comportarsi, cosa rispondere ai cittadini... perche questo rientra nella logica della "politica" o meglio, della politica "de noantri".
«Sappiamo bene che i colpevolisti ne resteranno delusi - aggiunge Brenelli, difensore di Passamonti e Vitali - ma qui si trattava di trovare un sito industriale per potenziare l'occupazione della Bassa Valle, già provata dall'esperienza del Nuovo Pignone... Qui non c'è dolo. Non c'è la promessa indebita e l'esproprio è un mezzo lecito quando di mezzo c'è un interesse pubblico».

l.begalli

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