Martedì 06 Luglio 2010

Cercino: Passamonti manovrava
sindaco, segretario e minoranza

Il contesto è quello di un piccolo borgo, Cercino. Le logiche sono identiche a quelle che regnano - spesso - anche nei grandi comuni: registi occulti che tirano le fila di chi siede sugli scranni municipali, consiglieri di minoranza pronti ad asservirsi alle logiche della maggioranza, liberi professionisti che in realtà liberi non sono, ma al soldo di chi il potere ce l'ha...
«E' la politica bellezza, e tu non puoi farci niente», verrebbe da dire parafrasando una celebre battuta di Humphrey Bogart nel film «L'ultima minaccia». Ebbene, nella vicenda di Cercino nessuno ha mai parlato di minacce, ma quello che è successo - anche se ai protagonisti, all'epoca suonava del tutto regolare (andare di casa in casa dei cittadini e dire loro che se non avessero venduto avrebbero rischiato l'esproprio) - è un reato bello e buono: si chiama concussione. Un reato che a Cercino ha messo in galera cinque persone, ma che in altri comuni della Bassa Valle è passato (sino ad ora) sotto silenzio.
L'ordinanza del Gip è eloquente e il pm Stefano Latorre fa un quadro davvero poco edificante con un Passamonti "regista" a tutto tondo.
È l'ex presidente della Cm di Morbegno a decidere quali proprietari inserire nell'elenco delle cessioni amichevoli (che poi seguiva la Vitali della società Vimos Solution di cui Passamonti era socio occulto) e quali, invece, destinare all'esproprio. E l'intercettazione ambientale con l'ingegnere Attilio Balitro è assai eloquente.
«Prima devo rispettare gli impegni che ho preso (con alcuni proprietari dei terreni, ndr.)... Il sindaco di Rogolo (Attilio Ferrè, ndr) - dice Passamonti - lo mettiamo dentro, così non rompe i c...  che quello lì c'ha dentro l'avvocato (la figlia dell'ex sindaco lavora in uno studio legale a Milano, ndr) ed è già venuto due o tre volte qui...».
Balitro: «Perfetto».
Passamonti: «L'altro quello di Roma... Il Parravicini... Gli ho mandato una specie di procura a suo tempo e mi sembra giusto richiamarlo».
Balitro: «Sì».
Passamonti: «Poi gli altri vadano a quel paese "a macchia"». (Ma l'espressione in realtà è molto, molto più forte, ndr)...
È sempre l'ex presidente ad occuparsi in prima persona di ciò che non va nella realizzazione del capannone. Se la Galperti ha un problema, il suo dirigente - Michele Aiuto - si rivolge a Passamonti, non al professionista incaricato della progettazione (e pagato per questo 100mila euro). «Hai perfettamente ragione - risponde Passamonti all'Aiuto dopo averne ascoltato al telefono le rimostranze -. Qualunque cosa non va chiamami». E anche quando l'Aiuto liquida Balitro il primo che avvisa è proprio Passamonti che con l'ingegnere aveva concordato quanto e come fatturare alla Galperti.
Per la Procura l'allora sindaco di Cercino (che oggi siede in minoranza) era totalmente appiattito su Passamonti, "suo" presidente in Comunità montana dove sedeva come consigliere. A lui riferisce ogni sua mossa. A lui chiede consiglio su cosa dire in consiglio comunale. Di più: vista la sollevazione popolare che a Cercino nell'inverno del 2007 sfociò in una raccolta firme da parte dei proprietari, Passamonti chiama Barona e dice: «Metti in giro la voce che poi verranno chiamati in tribunale... eh capito?... Metti in giro un po' di paura che non va male a questo punto». E ancora: «Il problema è di cercare di frenare la cosa il più possibile... poi se questi vanno in tribunale... ognuno pagherà di propria tasca...».
Una prova eloquente del clima di intimidazione - secondo il Pm Latorre - a cui i proprietari erano sottoposti a Cercino. «Sindaco e presidente della Cm che solitamente rappresentano un punto di riferimento autorevole per la difesa degli interessi della collettività, svendono invece le rispettive funzioni pubbliche per centinaia di migliaia di euro in favore di Galperti e occupano il loro tempo per mettere paura ai cittadini».
Ed è sempre Passamonti che dice a Barona come deve rispondere i consiglio comunale per difendere la scelta del capannone a Cercino: «Penso che se un'area invece di rimanere agricola diventa edificabile, penso che si sia una grossa pubblica utilità perché il Comune ne beneficia perché c'è un indotto, ci sarà l'Ici di Ingresso... perché tutti i comuni fanno a gara a fare l'industriale... l'hanno fatto dappertutto. Tutti scemi?».
Anche il segretario comunale Franco Gusmeroli è assoggettato al volere del "Passa". Anzi, per la Procura è il fido scudiero che gli riferisce l'andamento dei consigli comunali, come ha risposto il sindaco e come si sono comportati i presenti e da lui prende ordini anche riguardo a pratiche amministrative relative al Piano di insediamento produttivo.
Anche con la minoranza il "Passa" si mostra abile politico. Con Felice Coppa, capogruppo della minoranza, ha un rapporto privilegiato. Coppa lo chiama per dirgli che deve avvisare il sindaco della presenza di alcuni cittadini in consiglio comunale che gli porranno domande scomode e concorda con lui l'intervento da fare. Passamonti lo ringrazierà per quella serata e «per il tuo comportamento corretto».
Che dire, Passamonti è uomo magari un po' greve nel mostrare il potere politico di cui dispone(va) ma è abile politico, forgiato da anni di coordinamento provinciale degli azzurri, da anni di ente montano e da anni di convivenza forzosa con la Lega in Bassa Valle, e non erano certo rose e fiori avere a che fare con i dubinesi di Gildo De Gianni. Cosa mai poteva essere Cercino? Un gioco da ragazzi. Un gioco, però, finito male.

l.begalli

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