Lunedì 05 Luglio 2010

Bema, ombelico della giustizia
E tutto era targato "Eventi"

Dalle stelle alle stalle. Un destino che accomuna non soltanto gli indagati coinvolti nella vasta inchiesta della Procura di Sondrio sulla mala gestione della cosa pubblica in Bassa Valle (per ora), ma, inevitabilmente, anche i luoghi che fanno da sfondo alla vicenda.
Bema è l'esempio paradigmatico.
Piccolissimo paesino della sponda orobica, negli anni scorsi aveva saputo ritagliarsi una sua visibilità per una serie incredibile di iniziative culturali e turistiche di valorizzazione. Ma Bema significa Silvano Passamonti, l'ex sindaco del paese finito in manette tre settimane fa. Non senza un certo gusto per l'iperbole, non manca chi adesso chi parla di Bema come della Corleone della Valtellina. Il centro del malaffare, insomma, la patria dei faccendieri o presunti tali. Eppure non più tardi di tre anni fa si candidava apertamente a capitale del diritto. Per ben tre anni, dal 2005 al 2007, il suggestivo borgo alpino ha ospitato il convegno dall'eloquente titolo "Società, giustizia e informazione". Ospiti i massimi esperti in materia: dall'allora presidente dei giornalisti della Lombardia Franco Abruzzo all'avvocato Corso Bovio, dal giudice milanese Clementina Forleo all'allora comandante dei Ris di Parma Luciano Garofano.
Ma non solo: in qualità di coordinatore giuridico figurava il nome di Gianfranco Avella, ai tempi procuratore capo di Sondrio prima dell'arrivo di Fabio Napoleone. In cabina di regia Eventi Valtellinesi, la società a capitale pubblico finita al centro dell'inchiesta. «Società bancomat» l'ha definita senza troppi giri di parole il giudice Pietro Della Pona nell'ordinanza che ha portato all'arresto, oltre che di Passamonti, anche del project manager della società Luca Spagnolatti. Coordinatore organizzativo era invece la giornalista Rai Daniela Cuzzolin.
Quello legato a Eventi Valtellinesi è uno dei filoni di questa prima fase dell'inchiesta. Secondo l'accusa, i suoi amministratori ne utilizzavano i fondi per scopi personali, convinti del fatto che, trattandosi di una società di diritto privato, fosse sottratta agli obblighi che riguardano le società pubbliche.
Prima tra tutte quella relativa al peculato. Pensavano insomma che mettersi in tasca i soldi di Eventi Valtellinesi non fosse reato. Peccato che gli unici soci della società fossero il Comune di Morbegno e la Comunità montana della Bassa Valle. Soldi pubblici a tutti gli effetti.
Formalmente a organizzare il convegno non era Eventi Valtellinesi, ma l'assessorato alla Cultura del Comune di Bema. Il contributo della società al convegno sulla Giustizia era però ben più che un semplice appoggio esterno, visto che proprio alla segreteria di Eventi andavano confermate le partecipazioni alla manifestazione.
Così come è sul sito della società della Bassa Valle che si trova anche la presentazione della terza e ultima edizione del convegno che, come si legge testualmente, «intende richiamare l'attenzione anche sui problemi della montagna: la montagna che non vuole spopolarsi, che vuole continuare a vivere. È per questo motivo che il convegno, di notevole livello anche per la qualità dei relatori, di concerto con l'Ordine regionale dei giornalisti, non viene effettuato in città ma in ambiente alpino, nel piccolo comune di Bema (144 abitanti) sito in una delle più belle e variopinte montagne della Lombardia». Poi la frase finale: «La cultura, insomma... "sta in alto"!».
Imbarazzante paradosso: nella montagna di fatture emesse da Eventi su cui si concentrano adesso gli accertamenti della guardia di finanza ci sono anche quelli relativi ai convegni su "Società, Giustizia e Informazione".
L'allora procuratore Avella, molto attivo nel campo della cultura, giuridica e non solo, aveva un ruolo di primo piano anche all'interno del forum giuridico sulla neve di Bormio, svoltosi nel 2005 al Pentagono e negli anni successi all'auditorium del liceo scientifico Leibniz.

l.begalli

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