Domenica 04 Luglio 2010

Lunghe code sulla Super:
monta la rivolta in Valle

SONDRIO L'allarme rosso è scattato di prima mattina. Ma non è stata certamente una sorpresa visto che la scorsa settimana - sempre nel corso del week-end - si era avuta la prova generale. E l'allarme era puntualmente scattato: «Sarà un'estate in coda, almeno sulla statale 36». Oggi, ancora possiamo dire, che quel monito è stato inutile.
Ieri, infatti, altra giornata di caos, code lungo la statale che porta in Valtellina e in Valchiavenna: i timori di vedere bloccata la lunga fila di vacanzieri diretti verso le località dell'Alta Valle si sono puntualmente trasformati in disagi. Facili profeti? Affatto. Era la fine di gennaio di quest'anno quando su tutti i giornali si diceva che la Valtellina era sempre più lontana causa la frana di Varenna. Allora erano venti i chilometri di coda registrati verso Sondrio per la chiusura  totale della superstrada 36 Milano-Lecco.
Ieri, ad oltre sei mesi di distanza dall'evento, i chilometri di coda erano già 12, davvero tanti e per di più sotto un sole cocente. Colpa del senso unico e della «strozzatura» presente a Varenna che rende la viabilità davvero caotica. Eppure qualcuno questo presagio l'aveva già in mente dal momento che a gennaio in tanti - gli operatori dell'Alta Valle in testa a tutti e gli impiantisti - avevano levato uno scudo di protesta per quella chiusura totale di un tratto della superstrada 36. Ora è sì parziale ma non basta: le opere proseguono a rilento ed i risultati sono lì da vedere. E la protesta sale ancora, contro un ostacolo che alla fine rende il viaggio in Valtellina ancora più difficile di quanto già sia disagevole. E con un bilancio della stagione turistico ancora tutto da raddrizzare. Il risultato ieri era sotto gli occhi delle migliaia di automobilisti che  hanno cercato di dirigersi verso la Valtellina in quello che è stato il primo vero esodo estivo. Un lungo serpentone di auto, con i vigili urbani e i poliziotti della Stradale costretti a fare i salti mortali per cercare di governare una situazione ormai del tutto fuori controllo. Si è andati avanti così sin dalle prime ore della mattina e a partire da Lecco: traffico rallentato nel tunnel del traforo del Barro per chi arrivava da Milano, tutto fermo sin dall'innesto di Pescate del ponte Manzoni per non parlare poi dell'attraversamento, con i vigili urbani che mettevano in guardia gli automobilisti in transito della lunga coda che avrebbero dovuto sopportare. Per questo molte auto sono finite sul lungolago di Lecco a rendere più complicata la giornata di traffico legata ai saldi. Soltanto un palliativo comunque visto che all'altezza delle Caviate era quasi impossibile tornare sulla superstrada Lecco-Colico.
In più occasioni gli agenti della polizia stradale hanno dovuto interrompere il flusso di auto diretto verso la super, invitandole a immettersi sulla strada Provinciale 72 e quindi ad attraversare tutti i paesi del lago, almeno fino allo svincolo di Bellano. Analogo invito arrivava dai segnalatori dell'Anas, posizionati poco prima dell'uscita di Abbadia. Insomma, una situazione davvero inquietante che è andata avanti almeno fino a mezzogiorno con i centralini impazziti per via delle proteste.
All'origine di questa situazione, appunto, il blocco della Super all'altezza di Varenna. L'allarme era stato immediato ma erano subito arrivate le rassicurazioni. Dall'amministrazione provinciale prima e dall'Anas poi. Entrambi concordi nel dire che sarebbe stato tutto risolto nel giro di un paio di mesi.
Il rimedio individuato - un bay pass di due chilometri con doppio senso di marcia sulla corsia sud - ha retto per tutta la primavera. Ma, con l'arrivo dell'estate, il tappo è saltato e ci si è ritrovati tutti in coda. L'Anas, proprio la scorsa settimana, ha assegnato i lavori che prenderanno il via lunedì e che dureranno due mesi: in altre parole, l'intera stagione turistica. Ma inutile cercare di saperne di più dall'ente strade: fanno sapere che «non ci saranno disagi perché si lavorerà su una strada già chiusa». Appunto, già chiusa, come si sono accorti ieri migliaia di automobilisti. In coda.

l.begalli

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