Sabato 03 Luglio 2010

Sessantamila euro facili facili
da intascare con falsa fattura

Sessantamila euro facili facili da intascare attraverso una fattura falsa emessa da una società elvetica ad Eventi valtellinesi per un progetto mai realizzato. Questo avrebbe avuto in mente - secondo la procura di Sondrio- Luca Spagnolatti, il manager della srl che operava come "braccio armato" della Comunità montana nei settori più disparati: dai concerti, agli appalti pubblici, dalle fiere alle manifestazioni fino ai servizi tecnologici.
E questo sarebbe l'asso nella manica che i magistrati di Sondrio hanno calato il giorno dell'interrogatorio nel carcere di Monza davanti a Luca Spagnolatti. E l'ex manager, una volta ascoltate le contestazioni, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.
Ad "incastrare" il quarantenne di Berbenno un super teste di Morbegno ascoltato nei giorni scorsi dagli inquirenti. Non è dato sapere se si tratta di un indagato (come nel caso di Galperti che con le sue dichiarazioni ha messo in difficoltà Passamonti) o di una persona estranea alla vicenda, quello che è certo è che la Procura si comporta come se avesse in mano un super testimone, e come tale lo tratta.
La notizia - che peraltro circolava già dopo l'interrogatorio in carcere a Monza - ha trovato conferma ieri a Milano, durante l'udienza del Tribunale del Riesame.
Il sostituto procuratore Stefano Latorre ha infatti annunciato l'esistenza di importanti dichiarazioni per verificare le quali sarebbe nell'aria addirittura una richiesta di rogatoria internazionale. Se così fosse, verrà presto sentito lo svizzero a cui Spagnolatti avrebbe - e il condizionale è d'obbligo - fatto la malsana "proposta" mascherata da un progetto di "digital device".
E non è difficile immaginare il tenore della chiacchierata che la procura si immagina essere stata fatta oltre confine: la tua società - avrebbe detto Spagnolatti allo svizzero - fa una fattura da 60mila euro, io te la faccio pagare da Eventi, poi tu mi giri i soldi in Svizzera e ci accordiamo per il tuo disturbo.
Stando al super teste, lo svizzero si sarebbe però rifiutato di stare al gioco. Anzi, avrebbe pure mandato quel paese (e quindi rimandato in Italia con le pive nel sacco) lo Spagnolatti, dicendogli di non essere disponibile a simili operazioni.
Riscontri ufficiali non ce ne sono, ma tra le fatture di Eventi Valtellinesi esiste davvero a bilancio un documento proveniente da una società elvetica e guarda caso è proprio di 60mila euro. Si tratta di una fattura oggetto ancora oggi di contenzioso tra Eventi e la società rossocrociata con la quale la srl gestita da Spagnolatti aveva un accordo per garantire la copertura del territorio di collegamenti internet. «In quello stesso anno, però, in valle si affacciò il progetto wi-max con il quale il Polo tecnologico di Sondrio dichiarava di voler portare una connessione veloce in tutta la provincia - afferma il legale di Spagnolatti, Maurizioo Gerosa - e così il progetto degli svizzeri è stato "stoppato"». Ma la fattura arriva comunque a Morbegno.
«Spagnolatti - dice l'avvocato - ha addirittura cercato una mediazione oltre confine, proponendo di chiudere il contenzioso con 10mila euro. Ma non se n'è fatto nulla... Quindi non c'è nessuna strana operazione... Se fosse vero quanto asserisce il teste a cui lei si riferisce, allora mi dovrebbero spiegare come mai è stato fatto dagli svizzeri un progetto parziale, è stata emessa una fattura, ci sono state lettere di contestazione da parte di Eventi e soprattutto Spagnolatti non ha mai pagato nulla di quanto preteso. Dove sarebbe il reato?».
Per l'accusa, quello della contestazione altro non sarebbe che una "manovra diversiva", magari temendo un'indagine. Per la difesa è la prova dell'innocenza di Spagnolatti.

l.begalli

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