Sabato 03 Luglio 2010

Per ora rimangono
tutti agli arresti

SONDRIO La decisione è attesa per la prossima settimana. Probabilmente mercoledì. Forse anche giovedì. Il Tribunale del Riesame si è dunque riservato - come prassi, del resto - di decidere in merito alla richiesta di scarcerazione di Silvano Passamonti, Luca Spagnolatti e Simona Vitali (quest'ultima da giovedì agli arresti domiciliari), accusati a vario titolo di concorso in peculato, corruzione, concussione, truffa aggravata e turbativa d'asta. Non è stata un'udienza né breve, né tranquilla. Anzi.
«Una battaglia campale», l'hanno definita i legali difensori Giammarco Brenelli, Maurizio Gerosa e Federico Riboldi, impegnati dalle 10 alle 13, fatta eccezione le poche pause. Difesa e accusa (rappresentata dal pm Stefano Latorre che da tre anni si occupa dell'inchiesta) si sono affrontati sui due filoni oggetto di indagini (operazione Cercino ed Eventi valtellinesi) a colpi di intercettazioni telefoniche, sentenze della Cassazione, consulenze di parte e memorie.
Entrambe le tesi sono note. Eventi valtellinesi per la procura di Sondrio è una società a tutti gli effetti pubblica che Luca Spagnolatti e Silvano Passamonti hanno gestito come fosse un srl privata alla stregua di un "bancomat" da utilizzare ai fini assolutamente personali. Per la difesa si tratta invece di una società privata  che avrebbe consentito di movimentare oltre 250mila persone in una valle dove poco o nulla accade, facendo così girare anche l'economia del Morbegnese e non solo.
Sull'operazione di Cercino i legali si sono battuti sul fatto che «non c'è stata indebita promessa e non c'è il male ingiusto» e soprattutto che non ci sarebbe stata alcuna minaccia anche perché l'esproprio è un mezzo assolutamente legale che nessuno dei privati ha peraltro contestato fino a quando (due anni dopo i fatti) una sentenza della Cassazione ha rivalutato - e di parecchio - il valore dei loro terreni. Valore che non è più parametrato sul reddito agricolo, ma sul valore economico del bene stesso. Latorre ha insistito sul fatto che un pubblico ufficiale - proprio per il ruolo che svolge - crea pressioni e ingerenze nei confronti dei cittadini che avvicina.
Per i due amministratori sono state anche depositate le loro dimissioni da tutte le cariche, in modo da far venire meno l'esigenza cautelare dovuta alla possibilità di occultare prove o reiterare il reato.

l.begalli

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