Martedì 15 Giugno 2010

Val di Mello: barista
aggredito da ubriachi

VALMASINO Brutto episodio in una delle perle del turismo valtellinese. In 15 contro uno per un calice in più. O meglio per un goccio di grappa. In ogni caso se l'è vista davvero brutta Mattia Taeggi, 23 anni, gestore della trattoria Gatto Rosso in Val di Mello quando domenica nel tardo pomeriggio è stato aggredito da alcuni avventori provenienti da Valmadrera in evidente stato di ebbrezza.
Sul posto sono dovute intervenire due pattuglie dei carabinieri da Ardenno per mettere fine all'aggressione del gestore che si era rifiutato di versare da bere ai turisti.
«Era un gruppo di una quindicina di persone, alcuni trentenne e anche un uomo sui 50 anni - dice Mattia, figlio di Elena Scetti, consigliere di minoranza in Valmasino -. Erano al ritorno da una gita in montagna, sono entrati nel locale, e al secondo giro di alcolici ho capito che erano già su di giri quindi mi sono rifiutato di versare altri bicchieri. Lì è scoppiato il caos».
Una scena da saloon in perfetto stile film western: tutti contro il gestore che al momento dei fatti era nel locale insieme a un dipendente. Bicchieri che volavano, addirittura la gamba di un tavolo utilizzata come oggetto contundente contro il proprietario aggredito.
«Fortunatamente sono un po' atletico e ce l'ho fatta a liberarmi da chi mi ha aggredito nel giro di 30 secondi fiondandomi dietro al bancone - prosegue il giovane -, così ho chiamato i miei genitori che hanno allertato i carabinieri».
Il gestore è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso (tendine della mano stirato e varie contusioni su tutto il corpo), come pure è stata accompagnata in ospedale una donna della compagnia di escursionisti, probabilmente in coma etilico.
I gestori della trattoria hanno adesso la possibilità di presentare querela nei confronti degli aggressori, tutti identificati dai carabinieri. A tre di loro, intanto, sarà notificata a breve una sanzione penale per l'accertata ubriachezza.
Sembra che il tasso alcolico della compagnia degli esagitati lecchesi fosse talmente elevato che i carabinieri abbiano preferito limitarsi a identificare le persone per poi eseguire le notifiche soltanto in un secondo tempo.
Denunciare direttamente sul posto gli ubriachi protagonisti dell'incredibile episodio avrebbe potuto avere conseguenze imprevedibili.

l.begalli

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