Giovedì 10 Giugno 2010

Sondrio, i falsi postini
"a caccia" di pensioni

SONDRIO Con l'estate i casi di truffe si moltiplicano. E sono i pensionati un po' più in là con gli anni le principali vittime dei professionisti del raggiro. I malviventi si fingono dipendenti di enti pubblici, importanti società private, associazioni di volontariato. E hanno sempre lo stesso obiettivo: spillare dei soldi alle persone più indifese approfittando della loro buona fede.
La Valtellina non fa certo eccezione, come ha confermato anche di recente la questura di Sondrio. Molto spesso i truffatori si spacciano come dipendenti delle Poste. I casi sono talmente tanti che Posteitaliane ha diffuso pubblicamente un decalogo per insegnare come difendersi dai furbi.
«In relazione a recenti episodi verificatisi soprattutto a danno di persone anziane, Poste Italiane informa che nessun dipendente dell'azienda è autorizzato ad effettuare controlli domiciliari di qualsiasi genere su titoli, libretti di risparmio o della pensione, banconote o monete in possesso dei cittadini, né tantomeno a richiedere somme ad integrazione di operazioni di sportello» si legge in comunicato diffuso ieri.
E ancora: «L'azienda invita a diffidare di qualsiasi persona che, qualificandosi come "dipendente di Poste Italiane", si presenti in strada o presso le abitazioni con il pretesto di effettuare verifiche di qualsiasi tipo. In caso di comunicazioni da parte di Poste Italiane il cliente viene contattato tramite avviso o telefonata e invitato a presentarsi direttamente al proprio ufficio postale».
Chiaro che di fronte a richieste strane da parte di sconosciuti è sempre bene avvertire le forze dell'ordine. Un'iniziativa del tutto simile è stata presa dall'Agenzia delle Entrate della Lombardia dopo i recenti tentativi di truffa da parte di finti funzionari del fisco che propongono di sottoscrivere abbonamenti, ricevere rimborsi o acquistare valori bollati.
«Il suggerimento dell'Amministrazione, in casi del genere, è di avvisare immediatamente uno degli uffici finanziari presenti in regione e di informare contestualmente l'autorità di polizia competente» scrive l'Agenzia in una nota.
La casistica delle truffe è quantomai ampia. I finti rimborsi fiscali, per esempio. Il contribuente, soprattutto via e-mail, con la promessa di un rimborso fiscale. Generalmente, in allegato, il messaggio di posta elettronica contiene un modulo da compilare con dati personali e coordinate bancarie. «In nessun caso l'Agenzia delle Entrate richiede dati sensibili via e-mail, né tanto meno informazioni relative ai rapporti bancari personali. Al contrario, la corretta procedura per ricevere sul conto corrente l'accredito di un rimborso fiscale prevede che il soggetto si rechi di persona in un ufficio dell'Agenzia e compili l'apposito modulo di richiesta reperibile sul sito Internet. In alternativa, gli utenti abilitati ai servizi telematici possono eseguire la procedura "on-line" in ambiente protetto» spiegano dall'Agenzia.
Ci sono anche le proposte di abbonamenti a presunte riviste edite dall'Agenzia. «Al riguardo, l'Agenzia precisa che tutte le riviste e le pubblicazioni edite sono gratuite e vengono distribuite presso gli uffici finanziari presenti sul territorio».

l.begalli

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