Sabato 05 Giugno 2010

«Le dimissioni, unico
modo per salvare il paese»

Era l'inizio di gennaio del 2008 – quasi due anni e mezzo fa – ed i consiglieri (a suo tempo anche assessori) di maggioranza Enrico Pozzi, Franco Secchi e Rinaldi Valerio avevano fatto cordata “contro” il modo di agire della maggioranza e del sindaco che aveva appena revocato dalla carica di vicesindaco Stefano Capitani.
Tutti quattro, assieme, avevano protocollato un documento nel quale esprimevano le proprie difficoltà, lo stallo in atto a livello politico ed il clima che alimentava il paese fatti riconducibili, in primis, «al comportamento nonché al “modus operandi” del sindaco Elisabetta Ferro Tradati improntato ad una visione personalistica ed egemonica del proprio ruolo e non di mediazione  e confronto con i propri collaboratori (assessori e consiglieri comunali)».
A distanza di anni, ieri, i consiglieri hanno ribadito le medesime motivazioni. «Lo dico senza problemi – ha esordito in conferenza stampa Franco Secchi - : questo, ovvero rassegnare le dimissioni, era l'unico modo per salvare il paese». E cita «la nuova localizzazione della casa di riposo. Ebbene, la mia proposta non è nemmeno stata presa in considerazione mentre in neanche un mese si decide di approvare un progetto proposto dall'assessore Cardelio Pedrana senza effettuare gli approfondimenti del caso».
«In politica in primis – gli ha fatto eco Pozzi – ci vuole il rispetto per le persone. Queste scelte avventate (vedi casa di riposo) e poi più volte modificate non fanno di certo bene agli ospiti della casa di riposo, alle loro famiglie e a chi lavora presso la struttura».
«Ciascuno – ha sottolineato Secchi – ha vissuto la propria decisione di dimettersi con dignità, nel rispetto delle posizioni e delle motivazioni degli altri e, soprattutto, dimostrando un grande senso civico». E quanto alle motivazioni delle dimissioni, posizione un po' diversa quella dei consiglieri di maggioranza Giuseppe La Capria e Luigi Sala: «Più volte, in questi mesi – ha evidenziato La Capria - abbiamo sottolineato al sindaco ed alla giunta che non ci piaceva il modo di agire e di operare. Abbiamo tollerato, aspettato, anche se da circa un anno e mezzo gli altri quattro consiglieri di maggioranza ci esortavano a rassegnare le dimissioni. Abbiamo continuato ad operare ed a tollerare, nel rispetto dello spirito di gruppo».
Ma ad un certo punto non ce l'hanno fatta a resistere ed hanno rassegnato le dimissioni. «Anche ultimamente abbiamo richiesto maggior trasparenza e collegialità nelle decisioni – ha rimarcato La Capria -; qualche mese fa abbiamo dato un segnale forte non presentandoci al consiglio comunale nel quale si votava il bilancio ma non è servito a nulla. La decisione di dimetterci non è un capriccio ma un atto di responsabilità: il sindaco ed alcuni assessori avevano passato il limite».

l.begalli

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