Sabato 05 Giugno 2010

La crisi a Bormio:
ribatte l'ex sindaco

«La minoranza non può che cogliere al volo l'occasione d'oro di veder finire prematuramente la vita del mandato amministrativo della parte che l'ha vista soccombere. Nessuna meraviglia da parte mia, ma ho l'esigenza di ribattere, punto per punto, alle accuse fuorvianti adottate a motivazione».
Inizia così l'articolato e puntuale documento con il quale l'ormai ex sindaco di Bormio Elisabetta Ferro Tradati ha risposto alle accuse ed alle motivazioni addotte dall'opposizione. Sulle valutazioni dell'opposizione “Un Futuro per Bormio” in merito al gruppo di maggioranza «è risultato evidente a tutti - ha sottolineato la Tradati - il comportamento non consono del consigliere Enrico Pozzi, che si è permesso di apostrofare a più riprese il sindaco, con piazzate in consiglio comunale. E' evidente che un simile personaggio non può degnamente rappresentare i cittadini. L'eterogenea composizione del gruppo di maggioranza ed il comportamento censurabile di alcuni di questa ha portato ad alcuni rimaneggiamenti, tra cui anche quello della giunta, nella quale sono entrati a far parte i consiglieri eletti nel gruppo PAS. Non ci vedo nulla di strano. Non sono ricorsa ad assessori “esterni” come si malignava... ma a consiglieri eletti dai cittadini che hanno manifestato il desiderio di collaborare, più degli stessi consiglieri di maggioranza».
Riguardo all'asta per l'assegnazione degli alpeggi, ampiamente criticata neanche un mese fa dalla minoranza dato il ricorso pendente sull'alpe Vago di Livigno, questa «è stata elaborata - ha spiegato la Tradati - dall'assessore La Capria, avvocato, e l'intento era quello di mettere in condizione agricoltori di Bormio che non ne avevano usufruito, di potervi accedere. Il servizio di sgombero neve rappresenta una delle poche attività svolte dall'assessore ai Lavori pubblici, La Capria, che anche in qualità di legale ha richiesto di poterne curare la stesura, inserendo clausole anche contro il parere e l'esperienza del responsabile di servizio manutentivo».
L'ex sindaco, nel suo documento, ha parlato anche delle pratiche edilizie relative all'albergo Astoria, all'hotel Nazionale e della questione dei sottotetti di via Milano e di Agoi specificando, relativamente a questi ultimi che «il consigliere Franco Secchi, allora assessore, fece presentare domanda di sanatoria il giorno prima che venisse approvata la delibera in consiglio comunale (agosto 2006) e per questo motivo gli fu revocata la delega». Riguardo al cavallo di battaglia del gruppo “Un Futuro per Bormio”, ovvero la casa di riposo, «fino a metà 2009 mi sono fidata dell'assessore ai Lavori pubblici che ha portato avanti un accordo rivelatosi inaccettabile per l'amministrazione ed i cittadini sui terreni in area Agoi. Dopo il rigetto dell'ipotesi Agoi, dall'estate del 2009 ho perseguito ogni strada percorribile, dall'adeguamento dell'attuale, al recupero di edifici esistenti, per finire a sposare l'ipotesi formulata dall'architetto Pedrana che coniuga molti vantaggi; il 3 giugno, il cda ha approvato il piano: sarà un caso che le dimissioni abbiano la stessa data? Non credo».
Quanto al clima velenoso che si sarebbe creato in paese «da parte di alcuni - ha concluso la Tradati - quello c'era già prima delle elezioni (e si tagliava a fette): preconcetto, ostile al dialogo. Ciò è dimostrato  in larga misura dall'insuccesso di qualsiasi iniziativa che voglia essere almeno di carattere comprensoriale. I componenti delle singole categorie sono estremamente litigiosi, sospettosi l'uno dell'altro, poco propensi a collaborare tra loro. Con  grande fatica e deglutendo molti bocconi amari, siamo riusciti a creare un'associazione snella che si occupi di turismo, al posto del pletorico ed inefficiente Consorzio turistico».

l.begalli

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