Martedì 01 Giugno 2010

Cavalieri del Lavoro:
nominato De Censi

C'è anche quello di Giovanni De Censi, il presidente del Credito Valtellinese, tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro che domani - Festa della Repubblica - riceveranno l'importante onorificenza dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che proprio ieri ha firmato il decreto di nomina. Salgono così a 583 le nomine fatte quest'anno (anche dalle prefetture) a Cavalieri del Lavoro: dal 1901 ad oggi gli insigniti sono 2.677.
Un importante traguardo per il banchiere di Berbenno che ha legato la sua vita all'istituto di credito locale che sotto la sua direzione è cresciuto e si è rafforzato, lasciandosi alle spalle quel «Piccolo» che oggi starebbe decisamente stretto al «Gruppo Creval».
Ma lui, il presidentisssimo, con la voce emozionata ammette di essere stupito. «Davvero, non me lo aspettavo. L'ho saputo dieci minuti fa ... è una di quelle sorprese che lasciano senza respiro, soprattutto perchè non te l'aspetti».
Ma per De Censi si tratta comunque di un sogno che si avvera. «Sì, perché rappresenta un importante traguardo a cui - ovviamente - guardavo con grande emozione. Quando vedevo colleghi diventare Cavalieri, mi dicevo sempre, prima o poi lo diventerò anch'io. Per me è il coronamento di una vita dedicata al lavoro... Ho sempre seguito una regola che ho appreso dall'insegnamento del grande statista Ezio Vanoni che diceva: "La libertà è la possibilità che ognuno di noi ha di fare il proprio dovere" e allora io ho sempre cercato di fare bene il mio lavoro».
Il nome di De Censi è stato fatto dall'Associazione bancaria Italiana (nell'elenco c'è anche quello di Giovanni Cartia ma è stato suggerito dalla Regione Sicilia, a statuto speciale, ndr) e Napolitano lo ha accolto con la seguente motivazione: «De Censi compie gran parte della sua carriera nel Credito Valtellinese, in cui è entrato nel 1958 e di cui oggi è presidente. Sotto la sua guida l'istituto cresce progressivamente, grazie a una strategia di acquisizioni di banche locali legate al territorio che nel processo di aggregazione hanno mantenuto le loro competenze distintive. Oggi il Gruppo Credito Valtellinese è diventato una realtà nazionale, con oltre 500 filiali presenti su tutto il territorio nazionale e con 4.400 dipendenti. E' presidente dell'Istituto centrale delle Banche Popolari».
Ed è proprio il concetto di "famiglia" su cui De Censi ama soffermarsi, più che sugli avanzamenti di carriera che lo hanno visto da direttore diventare amministratore delegato e presidente. «Sembrerà una frase fatta, di circostanza, ma per me non lo è: quando la vita dell'azienda diventa la nostra vita, si vive davvero in una grande famiglia. Ho iniziato che eravamo in 200, oggi siamo in 4500 e devo dire che ho avuto la fortuna di trovare dei validi collaboratori, gente più brava di me. Ora ho realizzato il mio sogno, ma ne ho sempre uno nel cassetto: continuare a lavorare per la Valtellina».
Certo, una nomina che inorgoglisce non solo chi la riceve, ma anche la Valle (assieme a De Censi nominato anche un altro valtellinese, seppur di adozione: Alessandro Benetton, marito della olimpionica Deborah Compagnoni), ma in un momento di crisi, in cui il posto di lavoro è sempre più un miraggio, il traguardo raggiunto da De Censi suona come improponibile ai giovani d'oggi. Che messaggio lanciare loro, dunque? «Di impegnarsi al massimo, di avere sempre la massima deteriminazione in qualsiasi cosa si faccia e di avere pazienza e i risultati, mi creda, arrivano sempre».

l.begalli

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