Venerdì 14 Maggio 2010

Un checkpoint al Fuentes:
la proposta lascia perplessi

Bloccare i ladri al Fuentes: c'è chi sostiene l'idea e chi boccia questa ipotesi. Non è certo una proposta inedita quella formulata mercoledì da Jonny Crosio, parlamentare leghista originario di Dubino. L'ex assessore provinciale è da sempre vicino ai temi della sicurezza e della legalità, sin da quando era impegnato nel consiglio comunale del proprio paese.
Ora propone di istituire un checkpoint, un posto di controllo capace di garantire un'adeguata efficacia, all'imbocco della valle, all'altezza del Trivio di Fuentes. In questo modo secondo il deputato del Carroccio aumenterebbe il grado di sicurezza della popolazione, un dato che incide notevolmente sulla qualità della vita. Tutti - sottolinea Crosio - dovrebbero sentirsi al sicuro nelle proprie case, quando viene a mancare questa certezza non c'è più nemmeno la tranquillità di cui ognuno dovrebbe godere.
Ieri in Bassa Valtellina e in Valchiavenna si è discusso della proposta di Crosio. Al centro dell'attenzione ci sono stati numerosi fattori.
Da una lato c'è stato chi ha accolto con favore l'idea, soffermandosi sulla necessità di bloccare i malviventi ad ogni costo. Anche se non permetteranno di fermare tutti i ladri, soluzioni di questo tipo potrebbero allontanare almeno una parte delle bende di delinquenti. Dall'altro non sono mancate le critiche sia sull'effettiva utilità di un provvedimento di questo tipo, sia sulla necessità di un “checkpoint” - concetto che ricorda Berlino dopo la Seconda guerra mondiale e successivamente Mogadiscio, l'Iraq o la Striscia di Gaza -, soluzione utilizzata in contesti molto più delicati. Inoltre c'è chi si interroga sulla provenienza degli autori dei furti, chiedendosi se effettivamente si tratti di persone che risiedono fuori provincia, e sui possibili disagi per i valtellinesi in viaggio sulla statale.
Dalle forze dell'ordine non sono arrivati commenti ufficiali, lo stesso dicasi dal prefetto Ermina Rosa Cesari, ma non si può fare a meno di considerare la presenza di più strade per uscire dalla valle, oppure la possibilità di trovare soluzioni alternative da parte dei ladri per abbandonare la provincia al termine dei colpi.
La presenza di polizia, carabinieri, fiamme gialle e altri corpi in provincia è tutt'altro che irrilevante. Anche in occasione degli ultimi furti, le pattuglie contattate dai cittadini sono giunte sul posto con una certa rapidità, anche quando non è stato possibile bloccare gli autori. A Dubino, solo per citare l'esempio del blitz al bar Marino, si è parlato di un'attesa di sette minuti dalla chiamata all'arrivo sul posto.
A livello organizzativo anche una sola pattuglia in più potrebbe comportare delle criticità sul piano del personale disponibile. Poche settimane fa, il Silp-Cgil ha chiesto di mettere in campo un'organizzazione differente, cominciando da un utilizzo più razionale dei quaranta agenti della polizia di frontiera di Tirano.
Per capire qual è il senso di sicurezza percepito dalla popolazione è centrale il punto di vista degli amministratori locali. Verceia è il comune della Valchiavenna più vicino alla superstrada e, per certi versi, più esposto alle trasferte dei malviventi provenienti da fuori provincia. Nel recente passato si sono registrati furti in esercizi pubblici, ma non si può certo dire che le le forze dell'ordine non siano presenti in paese. «Siamo disponibili ad aprire un confronto con le altre istituzioni e le forze di polizia su questo tipo di iniziative - premette il sindaco Luca Della Bitta -. Però dobbiamo rilevare sin dall'inizio che dal punto di vista dell'impegno e della presenza delle forze dell'ordine non possiamo certo lamentarci. Il territorio è presidiato, su questo non ci sono dubbi, e i cittadini in generale si sentono protetti».
«Certo che siamo d'accordo, va bene il presidio al Fuentes per controllare i movimenti delle bande, ma noi proponiamo anche le telecamere, che potrebbero fare da vedetta alla rotonda della Veronesa». Così invece il sindaco di Piantedo Mirco Barini commenta la proposta avanzata ieri dal deputato valtellinese Jonny Crosio, che si è detto preoccupato per la recente ondata di furti che ha interessato numerose aziende e le abitazioni di Valtellina e Valchiavenna. «Mi sembra un'idea interessante che varrebbe la pena di essere approfondita con i vertici delle forze dell'ordine - continua Barini - ma sempre in quest'ottica, recentemente abbiamo contattato il comandante della caserma dei carabinieri di Chiavenna, il capitano Salvatore Malvaso, per concordare con loro l'installazione di un impianto di videosorveglianza alla rotonda di Piantedo, un punto di passaggio obbligato per chi viene e va dalla Valtellina e quindi da monitorare con una particolare attenzione».
Chi invece parla di «slogan lanciato ad arte, ma completamente fuori dalla realtà» è il sindaco di Dubino Rosa Barri, amministratore di uno dei comuni maggiormente colpiti dal fenomeno dei furti, trovandosi in prossimità dell'uscita della statale del lago. «Già ci lamentiamo perché siamo una provincia isolata dal punto di vista geografico, economico e culturale, se a questo aggiungiamo altre barriere, più che un vantaggio, mi sembra un ulteriore motivo isolamento, senza contare il negativo ritorno di immagine che questa cosa produrrebbe su chi viene dalle nostre parti per motivi di turismo o di lavoro». Un'idea del tutto improponibile, secondo Barri, anche dal punto di vista pratico. «E poi chi pagherebbe il servizio? - si chiede -  I Comuni che già fatto fatica e far quadrare i conti, le forze dell'ordine che sono sottodimensionate e hanno già il loro bel daffare?».
Il primo cittadino invita tornare con i piedi per terra e ad affrontare la questione criminalità in un modo più serio e costruttivo. «Purtroppo ormai lo sappiamo di non essere più un'isola felice, invece di pensare ad armarci, dovremmo sforzarci di cambiare mentalità cercando di proteggere le nostre case e le nostre aziende con i sistemi di allarme, evitando di lasciare le porte aperte, collaborando maggiormente con i carabinieri e la polizia».
Negativa anche la valutazione del vicesindaco di Morbegno Mauro Monti, che reputa la proposta dell'onorevole Jonny Crosio «inutile e costosa». Il suo ragionamento parte dal presupposto che ormai da molti anni i cordoni della borsa si siano ristretti un bel po', per cause riconducibili anche ai tagli dei contributi erogati dallo Stato agli enti periferici. «Non ce n'è più per nessuno - sostiene Monti - a Morbegno la caserma dei carabinieri lavora da anni con personale sottodimensionato, nonostante le proteste dei Comuni della Bassa Valle. Per quanto ci riguarda, siamo stati costretti a rinunciare alla polizia associata per motivi di budget. Con queste scarse disponibilità c'è ben poco da fare, per contrastare l'escalation di furti».
Secondo Monti sarebbe controproducente impiegare risorse umane ed economiche soltanto in un punto della viabilità provinciale. Al Fuentes o al ponte del passo, con controlli più rigidi per chi entra e se ne va, come proposto dall'onorevole Crosio. «E' vero che la Valtellina è percorsa da est a ovest da un'unica arteria principale, ma ci possono essere molte altre alternative per dei ladri in fuga: i valichi, per esempio e non è detto che debbano per forza passare dal Fuentes o dal ponte del Passo e poi sfido chiunque a dimostrare che si tratti sempre e comunque di bande provenienti da fuori. Anche qui da noi ci sono molte persone che fanno fatica a tirare a fine mese e che magari, vivono di espedienti». Crosio parla da leghista, a nome di un partito che ha fatto della sicurezza dei cittadini, la sua bandiera, accanto al federalismo. Tra le novità introdotte dal ministro Maroni c'è anche la possibilità di istituire le ronde cittadine, costituite a livello locale da volontari che si muovono autonomamente sul territorio per prevenire fatti illeciti. Un'opportunità che in Provincia non è stata colta da nessun Comune e laddove sono state create le ronde, in molti casi l'esperienza non è stata del tutto positiva. Che cosa ne pensa, chiediamo a Monti? «Personalmente sono sempre stato contrario a questa proposta - dice - io credo che la sicurezza dei cittadini sia una questione importante e debba essere sempre affidata a dei professionisti, altrimenti succede come in certe parti d'Italia dove le forze dell'ordine sono costrette ad intervenire per tutelare l'incolumità dei volontari messi sulla strada a caccia dei delinquenti».

l.begalli

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